Rivelazioni in Antimafia
Colosimo: “De Raho non è indagato, ma le responsabilità nel caso Striano sono evidenti”
”L’onorevole De Raho non è indagato. Ho dedicato, però, un intero capitolo della relazione alle responsabilità interne alla Dna. I casi Lega e Siri sono scritti. La sue responsabilità istituzionali appaiono evidenti”. Lo dice in un’intervista al ‘Giornale’ la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, dopo la relazione sui dossieraggi.
”E anche quando è stato più volte sentito dalle procure, con i suoi ‘non ricordo’, ha manifestato la sua totale non conoscenza o omissione di quanto avveniva nell’ufficio da lui diretto poiché il dato più rilevante emerso è la vulnerabilità del sistema: un assetto che ha consentito l’esfiltrazione dei dati e, soprattutto, ha reso impossibile ricostruirne la destinazione”.
La ”relazione accerta che ‘il caso Striano’ non è avvenuto nonostante il sistema dei controlli, ma proprio a causa della sua debolezza. Vuoti di vigilanza, responsabilità non definite, carenze tecniche, confusione di competenze, sovrapposizione tra catene gerarchiche e funzionali, l’evidente mancata percezione del rischio tecnologico hanno prodotto un contesto nel quale la violazione non era accidentale, ma strutturale”.
La commissione Antimafia ha definito il caso dell’ex finanziere Pasquale Striano e della relativa vicenda dei dossieraggi di vip e politici “un vero e proprio sistema”, che delinea una serie di gravi anomalie. È l’allarme lanciato nell’analisi della presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, che ha presentato ieri in ufficio di presidenza una proposta di relazione ai commissari: avranno quindici giorni di tempo per esaminare il testo che verrà riportato in ufficio di presidenza per essere discusso e poi successivamente votato in seduta plenaria dalla stessa commissione.
Nel documento – di 187 pagine – emerge la disamina dell’enorme mole di documenti, circa 66mila pagine solo dalla Procura di Roma, e delle audizioni svolte a palazzo San Macuto.
Ma la relazione ha già rinfocolato vecchie polemiche interne alla commissione, con i partiti di governo che attaccano Federico Cafiero De Raho, deputato M5s, membro della commissione ed ex Procuratore nazionale antimafia, anche per quanto emerge dalle conclusioni della relazione di maggioranza, in cui verrebbero imputate a De Raho delle responsabilità sulla vicenda. “È una macchinazione ai miei danni, molto grave. Gli accessi di Striano sulla maggioranza sono avvenuti quando io ero andato via da mesi dalla Direzione nazionale antimafia”, dice il parlamentare dei Cinque Stelle. Sulla vicenda degli accessi abusivi alle banche dati della Procura nazionale antimafia – che vede indagati tra gli altri l’ex finanziere Pasquale Striano e l’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Antonio Laudati – la commissione Antimafia aveva acceso un faro fin da subito, nel 2023.
Le indagini dei magistrati invece erano cominciate già quando nell’ottobre 2022 il ministro della Difesa Guido Crosetto denunciò la pubblicazione su organi di stampa nazionali di informazioni dettagliate sulla sua posizione contributiva, fiscale e patrimoniale. Su questo fronte la procura di Roma potrebbe formulare nelle prossime settimane la richiesta di rinvio a giudizio dopo aver chiuso l’inchiesta oltre due mesi fa.
Nel frattempo sono emersi i numeri di quello che in molti hanno definito il ‘sistema Striano’: 648 gigabyte di materiale scaricato dalle banche dati di vip e politici, 30mila ricerche e 349mila download solo dal pc dell’ex finanziere. “Se i meccanismi di controllo interni non funzionano, allora lo Stato si espone a vulnerabilità gravissime”, sostiene Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia e responsabile dei dipartimenti del partito, che con altri sui colleghi forzisti punta anche il dito contro Federico Cafiero De Raho, il quale – dice – “non è una figura ‘estranea’ a questa vicenda: le sue responsabilità sono pesantissime”.
Renzi: emersi elementi allucinanti
Stesse accuse dal deputato del Carroccio, Andrea Crippa, che aggiunge: “La Lega è stata la più spiata”. Secondo Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al senato e membro della commissione, “il sistema Striano nasce contro Matteo Renzi, persona fisica e leader politico, per distruggerne la reputazione”.
Interviene anche lo stesso Renzi. “Gli elementi messi nero su bianco dalla commissione – afferma l’ex premier – sono allucinanti. Mi riservo di agire nelle prossime settimane in tutte le sedi e mi domando come sia possibile che l’opinione pubblica non reagisca davanti a una vicenda così. Qui io sono parte lesa ma soprattutto è lesa la dignità e la credibilità delle Istituzioni”.