CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

“Città santuario” negli Usa: ecco come sindaci e governatori dem sabotano Trump accogliendo i clandestini

Lo stratagemma

“Città santuario” negli Usa: ecco come sindaci e governatori dem sabotano Trump accogliendo i clandestini

Esteri - di Gabriele Caramelli - 24 Gennaio 2026 alle 14:30

C’è un motivo se l’Ice, agenzia di frontiera che si occupa di arrestare i clandestini negli Usa, ha problemi a portare a termine con serenità il proprio compito. Esistono dei centri abitati noti come “Città santuario”, dove i sindaci o addirittura i governatori, accolgono i migranti illegali, contravvenendo alle normative previste dall’amministrazione americana. Una specie di ribellione che si è verificata principalmente a Los Angeles, Chicago, San Francisco, Boston, Seattle, Denver, Washington D.C. e Philadelphia.

Il 14 gennaio 2026, Donald Trump ha lanciato un appello al buon senso, chiedendo alle “Città santuario” di lavorare con gli agenti federali per ristabilire l’ordine. In caso contrario «partire dal 1° febbraio, non effettueremo alcun pagamento» verso le metropoli progressiste. Tra i politici più ostili agli agenti per l’immigrazione ci sono il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e il governatore del Minnesota Tim Walz. Inutile dirlo, ma entrambi sono di sinistra: l’ultimo tra i due si è contraddistinto per aver supportato Kamala Harris nelle elezioni di novembre 2024, contro i repubblicani guidati da Trump.

“Città santuario”, i politici dem americani agevolano le proteste contro l’Ice, a favore dei clandestini

Come ha spiegato il New York post, negli Usa i manifestanti contrari all’Ice «sono liberi di protestare pacificamente, senza ostacolare gli agenti federali», ricordando che «spingere la violenza, l’ostruzione e il disprezzo per la legge alla fine porterà gravi conseguenze negative, in un modo o nell’altro». Una lezione di civiltà che arriva direttamente da un organo di informazione, verso i politici che fanno propaganda utilizzando l’immigrazione illegale. Tra questi c’è anche il governatore della California, Gavin Newsom che, mentre le forze dell’ordine tentavano di frenare le proteste dei clandestini a Los Angeles a giugno 2025, accusava Trump di aver «creato una crisi». Poi ha affermato che The Donald assomigliasse di più a un dittatore che a un presidente. A fargli da spalla è stata Karen Bass, sindaco democratico che a sua volta si era schierato contro la decisione di inviare 300 agenti della Guardia nazionale per frenare le rivolte.

Mamdani vuole “abolire” l’Ice per tutelare i migranti

Il neo-sindaco islamico di New York, Zohran Mamdani, si è esposto il 20 gennaio sulla questione delle “Città santuario”, lanciando un messaggio inquietante mentre era ospite ad Abc news. «Sono a sostegno dell’abolizione dell’Ice – ha affermato il primo cittadino – perché quello che vediamo è un’entità che non ha alcun interesse a soddisfare la sua ragione dichiarata di esistere». Insomma, una frase che rende l’idea del modo in cui certe personalità politiche vorrebbero agire contro l’amministrazione Trump, sostituendosi nelle scelte che spettano a chi governa. Non è chiaro in che modo gli agenti di frontiera non soddisferebbero la propria ragione di esistere, visto che stanno semplicemente facendo ciò per cui sono pagati, ossia rimpatriare chi non ha diritto a trovarsi sul suolo americano. 

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Gabriele Caramelli - 24 Gennaio 2026