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Tutti i flop di Landini, da “Mr Cgil” a guida di un sindacato allo sfascio

Tutti i flop di Mr Cgil

Ciaone Landini, tra flop referendari e lacrime per Maduro, il sindacato rosso è allo sfascio. Ecco l’enciclopedia dei fallimenti

Dal fallimento della causa "salario minimo" alle tessere strappate dei venezuelani, passando per il caso di una rivolta sociale radicalizzata: la parabola di un leader che ha sostituito il sindacalismo operaio con l'ideologia, forse a caccia di un seggio in Parlamento o della segreteria dell'ami-nemica Elly Schlein

Politica - di Chiara Volpi - 8 Gennaio 2026 alle 14:27

C’è un metodo scientifico nel modo in cui Maurizio Landini sta smantellando quel che resta della credibilità della Cgil. Una sequela di flop che ha trasformato il più antico sindacato d’Italia in un centro sociale fuori tempo massimo, dove le tute blu sono state sostituite dalle bandiere arcobaleno e i problemi delle fabbriche dai diktat del politicamente corretto e dei dogmi vetero. L’ultima stazione di questa via crucis ideologica è il sostegno spudorato al dittatore venezuelano Nicolás Maduro, un abbaglio che gli sta costando la rivolta interna degli stessi iscritti.

Landini al tramonto e sindacato rosso alla canna del gas

E allora partiamo dal “triste e solitario finale”, l’ultima iperbolica svolta rossa di Mr Cgil al tramonto. Ossia dalle ultime parole di Landini su Maduro, definito  eufemisticamente (e per essere buoni) un presidente eletto dal popolo. Una definizione che mai come oggi ha del “grottesco”. Non per niente, mentre il mondo libero denuncia elezioni farsa e violazioni sistematiche dei diritti umani, il segretario del sindacato rosso scende in piazza per difendere il “compagno” di Caracas. E la risposta più dolorosa arriva dai lavoratori venezuelani in Italia, come Soreilis Rojas e Alessandro Longoni, che annunciano di voler strappare la tessera al grido di: «Pensavamo difendessero i lavoratori, non i dittatori».

Dall’emorragia di defezioni degli iscritti venezuelani alla Fumarola (segretaria Cisl)

Ma non è tutto. Perché anche la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, parla proprio oggi di un «ideologismo imbarazzante», ricordando che non può esserci giustizia sociale senza libertà sindacale. Guarda caso, quella stessa libertà che Maduro ha annientato…

La “rivolta sociale” e il deserto dei referendum: tutti i flop di Mr Cgil

Ma il Venezuela è solo l’ultima perla di una collana di insuccessi. Ricordate la martellante propaganda sui referendum contro il Jobs Act e la precarietà? Un flop colossale, costato milioni in mobilitazioni e finito nel nulla, incapace di intercettare il sentiment reale di un Paese che chiede stabilità, non conflittualità ideologica. E che dire della battaglia sul salario minimo? Una bandiera sventolata insieme a Elly Schlein, ma ammainata non appena è emerso che proprio i contratti firmati dalla Cgil contenevano spesso paghe da fame, come denunciato da più parti.

La politicizzazione del sindacato sulla questione palestinese (e non solo)

E ancora. Come valutare e leggere in controluce la politicizzazione estrema del sindacato sulla questione palestinese, portata avanti con parole d’ordine che spesso sono parse più vicine alle istanze di Hamas che alla pace vera? E il richiamo quasi eversivo alla “rivolta sociale”? tutto prodromico a una strategia della tensione? E comunque funzionale a una politica che, quanto meno sul fronte dialettico, ha isolato la Cgil persino dagli altri sindacati. Spaccando il fronte unitario. E lasciando i lavoratori soli davanti alle crisi industriali.

Landini al tramonto e Cgil allo sfascio: obiettivo un posto al sole del segretario?

A questo punto, è inevitabile, una domanda sorge spontanea: perché Landini insiste in questa corsa verso il baratro? Il sospetto, nei corridoi della politica, è ormai una certezza: il segretario sta preparando il suo “paracadute”? Che sia un seggio blindato a Bruxelles, un posto in Parlamento o, come sussurrano i maligni, un ruolo chiave all’ombra della segreteria di Elly Schlein, poco importa… La sensazione diffusa è che Landini stia usando la Cgil come un trampolino di lancio personale. Ma il punto diventa: sacrificando la tutela dei lavoratori sull’altare delle sue ambizioni politiche? Tra un “venceremos” per Maduro e una piazza contro il governo, Mr. Cgil ha già scelto il suo futuro. Peccato che non sia quello di chi paga la tessera.

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di Chiara Volpi - 8 Gennaio 2026