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Fabio Capello

Attacco ad alzo zero

Capello accusa duramente il sistema arbitrale: “Sono una mafia. Al Var servono gli ex calciatori”

Il tecnico che vinse con Milan, Real, Juve e Roma accusa i fischietti di essere inadeguati e lancia una proposta alternativa

Cronaca - di Renato Sandri - 5 Gennaio 2026 alle 16:39

Per Don Fabio il sistema arbitrale è una mafia. Fabio Capello, un’infinità di scudetti ( e una Champions) vinti con Milan, Juve, Real Madrid e Roma, sceglie il giornale spagnolo Marca per lanciare una vera e propria bomba contro i fischietti.

Le parole di Capello

Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono servirsi di ex giocatori per il Var, eppure loro conoscono i movimenti del calcio, il movimento che fa un giocatore per fermarsi, per aiutarsi… E molte volte prendono decisioni che non sono corrette, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, si butta e fischiano. Ma perché fischi? Mi fa impazzire questa cosa”, dice l’ex allenatore oggi commentatore a Sky.

Metti uno lì che dica all’arbitro ‘Beh, a me non sembra rigore, o sì, mi sembra’. Con l’Uefa abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati fischiati rigori, le hanno riviste ex giocatori ed ex allenatori, e 6 di queste erano rigore e 14 no”, aggiunge il friulano.

L’esperienza al Real Madrid

Capello ha parlato del caso Negreira. l’ex vicepresidente degli arbitri spagnoli, accusato di essere stato pagato dal Barcellona per avere dei vantaggi proprio negli anni in cui il tecnico vinse due Liga con il Real Madrid. “Che vuoi che ti dica? Hanno provato a fermarci ma non ci sono riusciti... Abbiamo vinto contro tutti! Se pensi che vincere abbia sempre valore, dopo questo ne ha ancora di più. La Juventus non ha pagato eppure la squadra è stata mandata in Serie B. In Spagna con questa storia di Negreira non è successo nulla. In Italia agiamo”.

Un’accusa eccessiva

Le parole di Fabio Capello sembrano eccessive. Parlare, seppure metaforicamente, del sistema arbitrale paragonandolo a una mafia è del tutto inopportuno. Anche il passaggio sulla Juventus è inesatto: la giustizia sportiva ha confermato che ai tempi di calciopoli c’era un sistema di corruzione. E quella Juve era così forte che l’ultima cosa che le servivano erano gli arbitri compiacenti.

 

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di Renato Sandri - 5 Gennaio 2026