L'intervista
Caccialupi: “L’immigrazione clandestina è un problema europeo. L’estrema sinistra è violenta, come dimostra l’aggressione a Gn”
In Italia c’è molta violenza politica da parte dell’estrema sinistra e un esempio tra tutti «è l’ultima aggressione ai quattro ragazzi di Gioventù nazionale, che si è consumata a Roma nella notte tra il 6 e il 7 gennaio». A dirlo al Secolo d’Italia non è un esponente politico, ma l’influencer di destra Lorenzo Caccialupi, che è diventato famoso sui social dopo aver incontrato Charlie Kirk prima del suo omicidio.
Il 23enne romano, che è appena tornato dalla convention dei Giovani repubblicani di New York, ha sfatato alcuni miti sul presunto razzismo nell’amministrazione Trump: «Sono accuse infondate. Basti pensare che il capo dell’Fbi, Kash Patel, ha origini indiane. Come lui anche Usha, la moglie del vicepresidente Jd Vance». Tra l’altro, «a comunità dei neri che supportano la destra americana è molto più grande di quanto alcuni media vogliano far credere». Quanto al problema degli sbarchi clandestini, Lorenzo non ha dubbi: «Nei miei video parlo in inglese perché sono convinto che in Italia abbiamo un problema in comune a livello europeo, ossia l’immigrazione illegale». Non è contrario all’arrivo degli stranieri, purché siano pronti « a lavorare, ad integrarsi e ad assimilare la nostra cultura».
Sei tornato da poco dalla Convention dei Giovani repubblicani a New York, come ti sei trovato?
«Mi sono trovato molto bene, le persone che si trovavano lì erano molto amichevoli. Tengo a precisare che la Convention non ospitava soltanto repubblicani, dato che l’invito era stato esteso a tutti. È stato un evento politico, ma anche di festa e soprattutto inclusivo: tra i giovani repubblicani ci sono tanti ragazzi neri, ebrei e di ogni etnia. Ho anche avuto l’occasione di incontrare il presidente dei Giovani repubblicani newyorkesi, Stefano Forte, che ha fatto un bel discorso. Inoltre, all’appuntamento c’erano delegati di destra da tutto il mondo, persino dal Sudafrica. Comunque sia, hanno partecipato anche tanti giornalisti di sinistra».
Qual è la tua missione sui social?
«Vorrei trasmettere agli altri l’importanza dell’amore verso il proprio Paese, rispettandolo sempre. Nei miei video parlo in inglese perché sono convinto che in Italia abbiamo un problema in comune a livello europeo, ossia l’immigrazione illegale. Insomma, voglio che tutti comprendano il messaggio. Io non sono contrario alla presenza degli stranieri sul territorio italiano: per quanto mi riguarda, chiunque è benvenuto in Italia se è pronto a lavorare, ad integrarsi e ad assimilare la nostra cultura. Al contrario, chiunque decida di venire qui per delinquere, dovrebbe essere espulso dal nostro Paese. Ma soprattutto, chi vuole arrivare in Italia deve farlo in modo legale e non con un barcone».
Cosa rispondi a chi accusa l’amministrazione Trump di essere razzista?
«Sono accuse totalmente infondate. Basti pensare che il capo dell’Fbi, Kash Patel, ha origini indiane proprio come Usha, la moglie del vicepresidente Jd Vance. Anzi, la comunità dei neri che supportano la destra americana è molto più grande di quanto alcuni media vogliano far credere».
Hai ricevuto minacce da qualche utente sui social?
«Mi seguono più stranieri che italiani sui social, ma ricevo molte più minacce dai secondi. Ho fatto un incidente ultimamente a New York e alcun miei connazionali mi scrivevano frasi come “Dovevi morire”. Mi sembra una cattiveria gratuita, per non parlare di tutti i ragazzi di sinistra che mi augurano il peggio. Ma non solo, quando stavo negli Usa mi ha scritto un immigrato irregolare per dirmi che mi avrebbe picchiato».
Secondo te l’estrema sinistra italiana è violenta?
«Sì, un esempio tra tutti è l’ultima aggressione ai quattro ragazzi di Gioventù nazionale, che si è consumata a Roma nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. Sono stati aggrediti con le spranghe: chi li ha attaccati dovrebbe stare in carcere e non a piede libero. In sintesi, c’è tanta violenza e purtroppo la vedo arrivare dall’estrema sinistra».