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Bankitalia sbugiarda la sinistra su crescita e salari. Rampelli: “Con il governo Meloni è finita l’era della ‘decrescita felice'”

La fiducia delle imprese

Bankitalia sbugiarda la sinistra su crescita e salari. Rampelli: “Con il governo Meloni è finita l’era della ‘decrescita felice'”

"Con quale coraggio la sinistra ignora o diffonde i suoi numeri menzogneri?": Fabio Rampelli analizza i numeri rassicuranti diffusi dall'indagine condotta tra le imprese italiane dell'industria. "Con quale coraggio la sinistra ignora o diffonde i suoi numeri menzogneri?"

Politica - di Gabriele Alberti - 14 Gennaio 2026 alle 16:01

Migliorano i giudizi sulla situazione economica generale da parte delle aziende. Lo rileva la Banca d’Italia nell’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025. L’indagine è stata condotta tra le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti. Anche i giudizi e le attese sull’andamento della domanda, sia interna sia estera, sono stati più favorevoli rispetto alla precedente rilevazione: con l’eccezione delle aspettative delle costruzioni. Notizie confortanti sull’aumento degli stipendi. Le attese sulla crescita a 12 mesi dei salari si collocano in media attorno al 2 per cento. Quelle per i prossimi tre mesi sulle condizioni economiche in cui operano le imprese sono migliorate lievemente; riflettendo effetti meno negativi dell’incertezza imputabile a fattori economici e politici e alle politiche commerciali.

Le aspettative delle imprese migliorano: i dati di Bankitalia

Le imprese hanno rivisto lievemente al ribasso le attese sull’inflazione al consumo su tutti gli orizzonti di previsione: all’1,6 per cento a 6 mesi, all’1,7 a 12 mesi e all’1,8 a 24 mesi (rispettivamente dall’1,8, 1,8 e 1,9 per cento nella rilevazione precedente). Le aspettative si confermano omogenee fra aziende di diversi comparti e dimensioni e nelle differenti aree del Paese.

Rampelli alle opposizioni: “Basta diffondere numeri menzogneri”

L’economia italiana continua a crescere, l’occupazione migliora e anche i salari aumenteranno. Il combinato disposto di questi tre dati previsti dalla Banca d’Italia “sotterrano definitivamente le bugie dell’opposizione”. E’ l’analisi del vicepresidente della Camera. Fabio Rampelli, che fa notare “il terribile decennio segnato dai governi tecnici e dai presidenti di Pd e Cinque Stelle, in cui i salari reali italiani diminuivano inesorabilmente a fronte di una crescita generalizzata in Europa oltre il 25%”. Il cambio di passo è rassicurante: “finalmente il Governo Meloni inverte la tendenza. Nel 2023 c’è il primo incremento dei salari, che crescono a fronte di un’inflazione di poco più bassa; e nel 2024 il dato migliora ancora, con i salari a +3,5% contro un’inflazione all’1%, andamento confermato nel 2025”.

“Con quale coraggio la sinistra ignora o diffonde i suoi numeri menzogneri?”, si chiede Rampelli.  L’indagine di Bankitalia dice anche che il 2026 andrà ancora meglio. È finita la stagione della ‘decrescita felice’, come la chiamava certa sinistra: è il momento di crescere e credere nel nostro ruolo di nazione baricentrica nell’economia mondiale”. Sinistra e opposizioni “avranno il coraggio” di attaccare anche i numeri di Bankitalia?

Migliorano le aspettative su crescita, salari e investimenti

Rispetto al trimestre precedente i giudizi sulle condizioni per investire sono meno sfavorevoli – riporta l’indagine di Bankitalia- :  con un leggero miglioramento nell’industria in senso stretto e nei servizi, a fronte del peggioramento nelle costruzioni; la spesa nominale per investimenti nel complesso del 2026 continuerebbe a crescere rispetto all’anno precedente. Una quota significativa delle imprese manifatturiere ha dichiarato di avere utilizzato gli incentivi Transizione 4.0 e Transizione 5.0. La crescita dei propri prezzi di vendita si è lievemente ridotta per il complesso dell’economia. E la dinamica attesa per i prossimi 12 mesi resta moderata. Le aspettative d’inflazione al consumo sono diminuite su tutti gli orizzonti e si collocano tra l’1,6 e l’1,8 per cento. Il saldo negativo dei giudizi delle imprese sulle condizioni economiche nei prossimi tre mesi è lievemente migliorato nell’industria e nei servizi (a -3 punti da -6); beneficiando dell’attenuazione degli effetti negativi dell’incertezza imputabile a fattori economici e politici e alle politiche commerciali. Le imprese hanno fiducia, un giudizio difficilmente contestabile con slogan  gettati al vento.

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di Gabriele Alberti - 14 Gennaio 2026