Sei chilometri al gelo
Autista caccia un bambino dal bus e lo lascia in mezzo alla neve: non aveva il biglietto giusto
Autista lascia al gelo il bambino che non ha il biglietto giusto
Il ragazzino è stato costretto a percorrere sei chilometri a piedi nella neve, con temperature di meno tre gradi e il sole al tramonto, quindi con il freddo che entra nelle ossa. In questo contesto l’autista ha avuto il “coraggio” di far scendere dal mezzo il minore. Che è arrivato a casa in condizioni devastate: in ipotermia dopo aver camminato lungo la pista ciclabile tra San Vito e Vodo di Cadore; impossibilitato a contattare la famiglia perché senza cellulare.
La tariffa olimpica e il problema del biglietto
Il costo della tratta è passato da 2,50 a 10 euro in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Ma il ragazzino aveva con sé un carnet di biglietti vecchi da 2,50 euro. La scelta di farlo scendere è stata agghiacciante anche perché «l’autista avrebbe potuto chiedergliene quattro»: così la nonna del bambino ha spiegato. E’ lei spiega la nonna Chiara Balbinot, avvocata di Padova che ha presentato la querela. Invece il conducente ha preteso dieci euro in contanti che il ragazzino non aveva. Il nuovo biglietto è acquistabile solo tramite app o bancomat, per cui al momento del fatto il ragazzino non aveva possibilità alcuna di regolarizzare la situazione. Per cui, secondo quanto ricostruito, l’autista gli ha intimato di scendere.
La madre: «Aveva le labbra viola»
«Quando ha bussato alla porta aveva le labbra viola, non riusciva a parlare. I suoi vestiti erano zuppi»: così la mamma ha raccontato. Il ragazzino è tornato alle 18:15, oltre due ore dopo la fine della scuola, infreddolito. Tremava e piangeva. Era in stato di ipotermia, dichiara il certificato medico. Tramite una nota, l’azienda Dolomiti bus ha comunicato che «sta procedendo alle verifiche necessarie, nel pieno rispetto delle persone coinvolte e con la massima attenzione alla tutela del minore».
«L’autista è stato sospeso»: la nota della compagnia
«In relazione all’episodio segnalato in data odierna, Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea Spa alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti.
L’impianto di videosorveglianza chiarirà i fatti
La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio». Dolomiti Bus in un comunicato stampa ha aggiunto: «Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso».