Nazareno al bivio
Antisemitismo e Pd, Delrio non molla: “Il dibattito è partito male. Non polemizzo con Schlein, però…”
Antisemitismo, non solo un fenomeno in crescita e una tragedia che si ripete ma un guaio per il Pd. Le divisioni tra massimalisti pro Pal e minoranza riformista non fanno che dilatarsi. Lo fa capire molto bene Graziano Delrio, esponente di spicco dei riformisti, messo in croce dalla dirigenza del Nazareno per la sua proposta di legge. “Le diversità di vedute nel Pd sono tutte legittime”, premette diplomaticamente entrando in Sala Giustiniani per il convegno “‘Antisemitismo. Una tragedia che non finisce. Quando la storia riaffiora e interroga il presente”, promosso da Maurizio Gasparri.
Antisemitismo, Delrio non molla: nel Pd il dibattito è partito male
“C’è chi nel Pd pensa che non sia giusto legiferare. C’è chi pensa che sia giusto legiferare sul discorso d’odio. C’è chi pensa sia giusto legiferare specificamente sull’antisemitismo, sono punti di vista rispettabili, ma purtroppo il dibattito è partito male”. Di sicuro Delrio non intende fare passi indietro. “Il mio contributo – spiega – è nato dall’incontro con dei giovani ebrei, dei giovani ragazzi universitari, dei giovani del liceo che, come la gran parte degli ebrei in tutta Europa. Il fatto che 97% degli ebrei in tutta Europa non può manifestare la sua religione, la sua religiosità, la sua cultura, è un fatto che dovrebbe interrogarci. Perché è così che sono partite le esperienze peggiori totalitarie in Europa”.
“Non mi interessa la polemica con Schlein…”
La sua posizione è stata duramente attaccata dalla segreteria, lo ha fatto Elly Schlein in persona e Francesco Boccia che ha definito la proposta di legge del senatore “un’iniziativa personale”. “Non m’interessa la polemica con il Partito democratico, se voglio fare polemica con Schlein chiamo il Corriere e mi danno due pagine per quello”, dice ai cronisti gettando un po’ di acqua sul fuoco. “Mi domando se appunto il legislatore non debba farsi interrogare dalle persone, non dalle dinamiche interne al Pd, di cui non mi frega assolutamente un cavolo“.
A Gasparri: dobbiamo scrivere 5 articoli, dare un segnale
Poi rivolgendosi a Gasparri, primo firmatario di una proposta di legge sull’antisemitismo, dice: “Maurizio, dobbiamo scrivere 5 articoli, dobbiamo dare un segnale, dobbiamo essere generosi verso l’esterno. Il Parlamento italiano deve farsi sentire sulle discriminazioni antisemite che non dipendono da Netanyahu, magari, dipendessero da lui, perché finirebbero con il suo governo Netanyahu. Non sono d’accordo sul penale – aggiunge – ma ci sta, non staremmo in due partiti diversi. Con uno sforzo si può fare, io sono pronto a lavorare di notte, la mia è la sollecitudine di chi vuole rompere il silenzio“.