Predicano bene, razzolano male
Altro che diavolo: per la sinistra la Meloni è un angelo. E diventa un affresco in Chiesa. La battuta della premier
Dopo averla descritta per anni come "diabolica" oggi l'opposizione della Presidente del Consiglio la riconosce negli affreschi restaurati di San Lorenzo in Lucina. Se ne accorge Repubblica che mostra la foto e fuga ogni dubbio: è lei
Nell’epoca dei cortocircuiti della sinistra, anche il celebre aforisma di Johann Wolfgang von Goethe “la bellezza è negli occhi di chi guarda” trova una nuova declinazione e si trasforma in “la Meloni è negli occhi di chi guarda”.
Perchè dopo averla descritta per anni come una sorta di diavolessa, oggi c’è chi la riconosce nelle Chiese in volti di cherubini. E quest’impressione di vedere ovunque la premier diventa addirittura un caso di contesa politica, come se anche questa fosse colpa della cattivissima e ora anche “eretica” Giorgia, che sui social posta la foto e scrive: “No, decisamente non somiglio a un angelo”.
La foto del mistero che fa saltare sulla sedia Repubblica
Questa mattina infatti, il quotidiano la Repubblica riporta la foto e la notizia della somiglianza post restauro di un angelo che avrebbe il volto della premier, al fianco del busto di Umberto II di Savoia nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Il quotidiano spiega che quello che prima era solo “un cherubino generico” ora avrebbe le sembianze di Meloni “alata, che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale”. Scattano così gli approfondimenti del quotidiano diretto da Mario Orfeo, che riesce a scoprire il nome del responsabile della melonizzazione: Bruno Valentinetti, volontario della Chiesa, sagrestano e artigiano e che – guarda un po’ i casi della vita – potrebbe essere stato lo stesso a essersi candidato nelle liste della “Fiamma Tricolore”.
FdI e FT avversari ma quando si parla di Fiamma la sinistra non distingue
Poco conta se da sempre il partito “Fiamma Tricolore” è stato tra gli avversari alle elezioni di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni: quando si parla di fiamma non ci sono distinguo, e se confermata, questa sarebbe la prova regina.
L’attesa alle 8 di mattina fuori dal cancello per parlare con Valentinetti
Così “alle otto in punto” il collega di Repubblica ha aspettato Valentinetti all’ingresso di San Lorenzo in Lucina per chiedergli conto di un caso degno della “Santa inquisizione”. Il giornalista, da quanto si legge online, non chiede ma afferma: “I tratti della premier sono evidenti”. L’accusato controbatte: “Vi state inventando questa cosa. Questa non è un’opera antica, dovrebbero averla fatta per il Giubileo del 2000. Mi hanno chiesto di sistemarla e l’ho fatto. Ci ho lavorato due anni e ho concluso i lavori un anno fa”.
Il sospetto cresce: e chi le ha chiesto di fare questo restauro? “È stato il parroco, io vivo qui. Sono un artigiano. L’ho fatto da volontario per ricambiare la gratitudine verso il parroco che mi dà ospitalità. In cambio la mattina apro la chiesa alle 8, mi do da fare. Ho 83 anni e faccio questo da sempre”. Ma il giornalista insiste, perché Bruno ha riso di fronte alla foto dell’opera: è stato autorizzato anche dalla sovrintendenza? “Sì, da quello che so era intervenuta. Erano tutti soddisfatti”.
La ‘domanda tranello’ in cui l’artigiano non cade
Poi la domanda ‘trabocchetto’ in cui Valentinetti non è caduto: come è nata l’idea di far emergere il volto della premier? “Aridaje…Non è Meloni. Ho restaurato i volti come erano 25 anni fa. Molte cose erano sparite. Nel restauro si fa lo scialbo e riappare il disegno che c’era prima. Ho ricalcato e rimesso il colore. Il disegno era rovinato, sono riuscito a recuperare il profilo e l’ho ricalcato. Poi mi sono aiutato con delle riviste di moda per le ombre. Lo stesso ho fatto per l’altro angelo. Perché non mi dite a chi assomiglia? Gli ho tolto la barba, ma se siete così bravi lo potete riconoscere. Ditemi chi è”. Il colpo di scena: è Giuseppe Conte? Quindi tra le schiere celesti viste dalla sinistra non c’è solo Meloni, ma anche Giuseppe Conte. E la domanda ha ovviamente fatto scattare la risata di Valentinetti, che avrebbe scaturito anche l’ilarità di Giacomo Leopardi, annoverato tra i poeti più tristi e malinconici di sempre: “Questo lo dite voi”.
La domanda delle domande: voti per FdI?
Ma quando dal pulpito la sinistra fa la predica, non c’è spazio per i giri di parole. Quindi la domanda più importante: lei vota Fratelli d’Italia? La risposta quasi rassegnata, intrisa di compassione cristiana: “Ma quale Fratelli d’Italia e Meloni. Io vivo con la pensione sociale, sopravvivo con 600 euro, Meloni non mi ha dato nulla. Non mi piace. Non ho nulla a che fare con lei. Non sono di destra, non ricordo nemmeno più da quanto non voto”.
Il Pd monta la polemica e chiama in causa Giuli
Purtroppo dichiarare il voto segreto non basta. La polemica ormai è montata. Il Partito democratico arriva addirittura a chiamare in causa il ministro della Cultura: “Chiediamo che Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile” dice la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi.
Fratelli d’Italia risponde: siamo al delirio
Risponde Fratelli d’Italia con la senatrice Susanna Campione della Commissione cultura in senato: ”Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d’ossessione sia arrivata l’opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto”.
Il parroco: la somiglianza c’è. Restauro venuto proprio bene
Anche il parroco è stato interpellato dall’Ansa e dall’Adnkronos, mons. Daniele Micheletti Rettore del Pantheon e della basilica di San Lorenzo in Lucina, che dice: “In effetti una certa somiglianza c’è, ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l’ha fatto così, io non lo so. Avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com’era ora non lo so se le fattezze di un volto sono proprio quelle, lì l’angelo c’era e c’era in quel modo”. In ogni caso il restauro di questa cappella, i cui disegni sono stati realizzati nel 2000, è stato curato da Bruno Valentinetti e si è concluso verso Natale scorso, c’erano delle infiltrazioni dalle fondamenta e dal tetto. È venuto proprio bene, anche se la parte migliore della cappella sono i disegni sul soffitto, dove non c’è nessuna Meloni. I disegni sono stati rifatti prendendoli dalla cappella speculare della Madonna, che adesso non posso mostrarvi”, in quanto sottoposta a restauro. ”Per me non è un problema avere un angelo con il volto della premier”.
Polemica destinata a proseguire ma da ora Meloni è un angelo
C’è da aspettarsi che il caso non finirà qui, visto che già dalle prime ore della giornata e nonostante le notizie che arrivano da mondo, il caso è già tra i fatti del giorno in evidenza. Piovono alla spicciolata i commenti dei politici che sicuramente non intendono perdere l’occasione per cavalcare la polemica. Si parla addirittura di un sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza già in giornata, Ma da oggi è chiaro che nonostante quello che dicono e scrivono, per la sinistra la Meloni è un angelo. E ci sono anche le prove….
Meloni ci scherza su: “No, decisamente non somiglio a un angelo”
“No, decisamente non somiglio a un angelo”. Così, dopo le polemiche, Giorgia Meloni con una emoticon sorridente commenta su Facebook la notizia, lanciata da Repubblica, secondo la quale il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina assomiglierebbe al viso della premier. Meloni ha postato anche la foto del ‘particolare’ dell’affresco che ritrarrebbe il suo viso, pubblicata on line.