Gli spettatori hanno scelto
Altra replica, altro trionfo: Beatrice Venezi riceve 8 minuti d’applausi dal pubblico di Pisa. La protesta della Cgil è un flop
Il pubblico di Pisa e probabilmente anche quello di Venezia: ha già scelto. Al Teatro Verdi alla nuova rappresentazione de la Carmen la sala stracolma ha tributato ben otto minuti di applausi al Maestro Venezi. Sarà utile come piccolo promemoria per i sindacati, in particolare per la Cgil, e per gli orchestrali de La Fenice finiti nel meccanismo della contrapposizione ideologica.
Otto minuti d’applausi, le erinni rosse incassano e portano a casa
Come documenta il cronista dell’Ansa finisce finisce infatti con ben otto minuti di applausi la seconda Carmen andata in scena domenica al teatro Verdi di Pisa che ha visto protagonista sul podio a dirigere l’orchestra da camera fiorentina, Beatrice Venezi. Il teatro era sold out e anche stavolta è andata in scena l’ormai stucchevole protesta delle spille contro la nomina di Venezi a direttore musicale del teatro La Fenice: le tre addette alla biglietteria l’avevano appuntata sui loro abiti ma lo spettacolo è filato via senza intoppi come venerdì sera e accolto calorosamente dal pubblico, con il teatro gremito anche nella serata del debutto. Per dirla con la stessa Venezi, tanto valeva avessero indosso delle spille Swarokski, con un commento che ridicolizzato i barricaderi dei teatri lirici.
Chi glielo dice alla Cgil che il pubblico ha scelto Beatrice Venezi?
L’allestimento di Filippo Tonon era ambientato al tempo della Seconda rivoluzione industriale e nel centocinquantesimo della prima rappresentazione della Carmen di Bizet all’Opera comique di Parigi. “Il nostro tempo – ha scritto Venezi nelle note musicali del programma di sala – tollera la libertà finché è decorativa, accetta il desiderio finche è commerciabile e punisce chi non si lascia possedere. Quest’opera è contemporanea perché parla di una cultura e di una società che non sa cosa farsene degli spiriti liberi; esattamente ciò che accade nel nostro oggi. Ed è, quella di Carmen, una libertà che seduce, che inquieta e che non chiede perdono. Ed è proprio per questo che, ad oltre centocinquant’anni dalla sua prima rappresentazione, l’opera di Bizet continua a toccarci”. Un’opera che non si fa condizionare da niente e da nessuno, tantomeno dalle strumentalizzazioni politiche. Pressapoco come il Maestro Venezi.