L'ultimo dei ribelli
Addio a Philippe Junot, l’impenitente seduttore che sposò Carolina e sfidò il Principato. La sua vita prima e dopo Monaco
Parigino di nascita e aristocratico di spirito, l'affascinante imprenditore entrò prepotentemente nella vita della principessa verso la fine degli anni Settanta. Ma il loro rapporto sarebbe naufragato nell'arco di un paio di anni. Poi la seconda parte della sua vita lo avrebbe portato in Spagna e ad altre unioni celebri
Si è spento a Madrid, all’età di 85 anni, Philippe Junot. L’uomo che fu il primo marito di Carolina di Monaco e che per la prima, lunga parte della sua vita incarnò, forse meglio di chiunque altro, l’archetipo del “playboy impenitente”, irresistibile quanto seriale nel tradire, è morto giovedì 8 gennaio circondato dall’affetto della sua famiglia. A dare il triste annuncio è stata la figlia Victoria, descrivendo la sua come una vita «bellissima e avventurosa». Con lui scompare l’ultimo grande protagonista di una stagione irripetibile della cronaca mondana europea.
Addio a Philippe Junot, il primo amore ribelle di Carolina di Monaco
Se ne va con discrezione, lontano dai riflettori che lo avevano inseguito per tutta la vita, l’uomo che per primo riuscì a far battere il cuore, e a far disobbedire, Carolina di Monaco. Un aristocratico uomo d’affari francese – nato a Parigi il 19 aprile 1940 – protagonista assoluto delle cronache mondane europee degli anni Settanta soprattutto in veste di primo marito della primogenita di Grace Kelly e del principe Ranieri di Monaco.
Con lui scompare non solo una figura chiave del jet set internazionale, ma anche il simbolo di una stagione irripetibile, in cui le favole reali si intrecciavano senza filtri con scandali, passioni e ribellioni. Certo il suo nome resterà per sempre indissolubilmente legato a quello di Carolina di Monaco e a un matrimonio da sogno che, per un breve ma intensissimo periodo, fece brillare il Principato di Monaco come non mai, prima di infrangersi contro la realtà.
L’incontro che cambiò destino e immagine dei Grimaldi
Junot entrò prepotentemente nella vita di Carolina di Monaco verso la fine degli anni Settanta. All’epoca lei era la “principessa filosofa”, studentessa ventenne alla Sorbona, magnetica e iconica erede di Grace Kelly. Lui, di 17 anni più grande, era già una leggenda delle notti internazionali: cosmopolita, affascinante e circondato da una reputazione di seduttore seriale che faceva inorridire la corte monegasca.
Fu proprio quella natura ribelle a far perdere la testa alla primogenita di Ranieri. Per Philippe, Carolina disobbedì a ogni etichetta, sfidando la ferma opposizione dei genitori. Grace Kelly e il Principe Ranieri III tentarono in ogni modo di dissuaderla, ma la giovane Grimaldi scelse di seguire solo il cuore, trascinando il Principato in una “favola moderna” dai contorni gossip irriverenti.
Per comprendere la portata di quella storia bisogna tornare indietro alla fine degli anni Settanta. Carolina è giovane, bellissima, colta. Ha poco più di vent’anni, studia Filosofia all’Università di Parigi e incarna alla perfezione la nuova generazione reale: sofisticata, moderna, magnetica. È la figlia prediletta di Grace Kelly, la principessa di Hollywood diventata icona eterna di bellezza e raffinatezza. Tutti la osservano, tutti la desiderano, tutti immaginano per lei un futuro impeccabile, accanto a un principe senza macchia.
Poi arriva Philippe Junot. Decisamente più grande di lei, è affascinante, cosmopolita, imprenditore di successo. Ma, soprattutto, ha una reputazione che lo precede: playboy incallito, amante della vita notturna, delle donne, delle feste. È, insomma, l’uomo sbagliato sotto ogni punto di vista, almeno sulla carta e secondo la corte monegasca. E forse è anche un po’ per questo che Carolina perde la testa.
La relazione fa discutere fin dall’inizio. Grace Kelly e il principe Ranieri III non nascondono la loro contrarietà. Tentano di convincere la figlia a desistere. Le ricordano il suo ruolo, il peso del cognome, le conseguenze di una scelta che appare avventata. Ma Carolina non sente ragioni. Per la prima volta nella sua vita decide di seguire solo il cuore, anche a costo di scontrarsi con la famiglia e con l’opinione pubblica.
Il matrimonio tra Philippe Junot e Carolina e il presagio di Ranieri
Le nozze furono celebrate il 28 giugno 1978 in un’atmosfera di sfarzo e tensione palpabile. Carolina, splendida in un abito romantico firmato Dior, appariva radiosa. I suoi genitori, invece, sorridevano a fatica davanti ai flash. Tanto che è ancora tutt’oggi celebre la battuta amara di Ranieri III che, agli invitati che si congratulavano, rispose secco (e forse anche un po’ seccato): «Non congratulatevi, fatemi piuttosto le condoglianze».
Tradimenti e paparazzi minano l’unione tra Junot e Carolina in meno di due anni
Il presagio del Sovrano si avverò in tempi record. Nonostante per qualche mese, tuttavia, la favola sembra funzionare. Carolina e Philippe si godono la vita da coppia reale atipica: viaggi esotici, vacanze al mare, serate nelle discoteche più esclusive d’Europa e d’America. I fotografi li inseguono ovunque. Le immagini dei due, abbracciati e sorridenti, riempiono le riviste patinate e diventano icone di un’epoca dorata. Ma l’idillio dura poco. Junot non rinuncia alla sua natura irrequieta. e quei tradimenti documentati da paparazzi e fughe mondane minano l’unione in meno di due anni.
La separazione arriva nel 1980, segnando una ferita profonda per Carolina, che è costretta ad ammettere l’errore davanti al mondo intero. La battaglia legale, poi, sarebbe stata lunghissima: solo nel 1992 la Sacra Rota concesse l’annullamento religioso.
