L'uomo ragno
Zenga: “Io, meloniano convinto. La Russa mi voleva assessore a Milano. Il mio sogno? Allenare l’Inter”
L'ex grande portiere dell'Inter e della Nazionale confessa di essere di destra e ricorda la sua straordinaria carriere calcistica
L’uomo ragno è di destra, meloniano convinto. Walter Zenga, uno dei più grandi portieri della nostra storia, si confessa in un’intervista a Il Giornale, tra il sogno di poter allenare un giorno la squadra del cuore, l’Inter, le avventure in Arabia, e la sua fede politica.
Le parole di Zenga
Campione d’Italia con l’Inter il 1989, 56 presenze in Nazionale, tre volte premiato come migliore portiere del mondo, con il sogno sfumato di Italia 90, Walter Zenga nell’intervista ha parlato della sua fede politica di destra: «Io sono molto amico di La Russa. Un giorno di tanti anni fa Ignazio mi chiamò e mi disse: “andiamo a Roma che devo presentarti a un mio amico importante”. Gli diedi retta. Mi portò in un ristorante vicino a Montecitorio, dopo dieci minuti si presentò Fini. Volevano farmi fare l’assessore allo sport, ma ricevetti una proposta professionale e andai a lavorare in Romania».
La passione per Giorgia Meloni
L’uomo ragno non ha dubbi su chi scegliere oggi tra i leader politici: «Meloni, senza nessun dubbio. È e resterà lei il mio punto di riferimento. Anche se c’è un tema su cui dissento», dice l’ex numero uno dell’Inter. «Sono apertamente schierato con la Palestina». A conferma che la gran cassa pro-Pal raccoglie i suoi frutti… Ma tant’è.
“Mai al Milan, le bandiere sono sacre”
Zenga dice che non avrebbe mai «potuto giocare nel Milan: le bandiere sono sacre e non si toccano. Sarebbe come immaginare Maldini che gioca nell’Inter». E ancora: «Moggi provò a portarmi al Napoli, ma non se ne fece niente». Poi la confessione sul sogno rimasto tale: «Io nasco interista, faccio tutta la trafila. Più anni fai in una squadra, più entri nella leggenda. Volevo allenare l’Inter, ma è rimasto un sogno». Infine, interpellato su chi sia stato il giocatore italiano più forte, l’ex portiere nerazzurro non ha alcun dubbio: «L’unico grande che ha cambiato molte squadre è stato Roberto Baggio. Ma lui rappresentava l’Italia»…