Note di rilancio
Zecchino d’Oro 68ª edizione al via nel segno di Valditara e con Carlo Conti: il canto dei bambini contro la dispersione scolastica
Si è aperta con un atto istituzionale, nella sede Rai di via Teulada, la presentazione alla stampa della 68ª edizione dello Zecchino d’Oro che torna anche quest’anno su Rai1 e su RaiPlay (in diretta dagli studi dell’Antoniano di Bologna) con i consueti tre appuntamenti: le due semifinali venerdì 28 e sabato 29 novembre (alle 17.10) e la finale domenica 30 novembre (alle 17.20). A condurre le prime due saranno Carolina Benvenga e Lorenzo Baglioni. Mentre la finale sarà presentata da Carlo Conti, che è anche direttore artistico della manifestazione.
Zecchino d’oro, al via la 68ª edizione nel segno dell’intesta con il Mim
Come sempre nella giuria che giudicherà le canzoni ci saranno dei volti noti: Orietta Berti, Valentina Persia e Carolina Rey già all’opera nella prima semifinale. Silvia Salemi, Rocio Muñoz Morales e Orietta Berti nella seconda semifinale. Gabriele Cirilli e Flavio Insinna (nei panni del Mago Zurlì e di Richetto) e Vincenzo Schettini nella finale.
In apertura di conferenza è stato firmato un protocollo d’intesa fra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Antoniano di Bologna, un protocollo che il ministro Giuseppe Valditara ha definito «ricco di spunti. La musica, il canto e il coro sono strumenti straordinariamente importanti per la lotta alla dispersione scolastica e per favorire il rendimento scolastico dei ragazzi. Per questo – ha spiegato – ho voluto nei nuovi programmi scolastici, fin dalla scuola primaria, la centralità della musica e del canto».
Valditara: sulle orme del caso esemplare di Caivano
Per il ministro, «la musica, non solo quella classica, parla all’anima, serve a suscitare sensibilità e a donare al bimbo, al ragazzo e al giovane uno straordinario patrimonio di emozioni e questo contribuisce a valorizzare i giovani talenti». Valditara, dunque, assicura che «i risultati ottenuti finora con questi e altri strumenti sono straordinari». E cita, a mo’ di esempio, il caso esemplare di Caivano: «Due anni fa al Parco Verde gli abbandoni erano il 50%. Oggi mi ha assicurato il preside che non ce ne sono più. Siamo riusciti a rendere la scuola un momento affascinante e stimolante».
Zecchino d’oro, Valditara: un momento di felicità che caratterizza il meglio dell’essere bambini»
Non solo. Il ministro si è soffermato anche sul valore del coro «è un po’ come lo sport di squadra: abitua a giocare insieme agli altri, a saper contenere il proprio “io” in una dimensione molto più ampia e bella, a imparare le regole della musicoterapia» che, com’è noto «ha un impatto importante nell’affrontare certe criticità e disabilità che oggi caratterizzano molti giovani. La scuola – ha quindi concluso Valditara, rivelando di amare in particolare 44 gatti – dovrebbe essere un momento di felicità, di quella spontaneità che caratterizza il meglio dell’essere bambini».
In cosa consista concretamente il protocollo lo ha spiegato il direttore dell’Antoniano, fra Giampaolo Cavalli: «Le canzoni possono diventare strumenti per aiutare i bambini a fare esperienze. Negli ultimi anni abbiamo collaborato con alcune scuole italiane e con alcuni istituti italiani all’estero dove le canzoni dello Zecchino sino strumenti per imparare la lingua italiana e sviluppare inclusione e amicizia. Abbiamo un patrimonio di 800 canzoni, alcune note altre meno ma tutte con caratteristiche formative. L’amicizia, la solidarietà, l’attenzione, la cura e il rispetto per l’ambiente sono valori indiscutibili e ne parliamo a loro perché dobbiamo imparare a crederci un po’ di più anche noi. È un bel mondo – ha sottolineato – quello che vogliamo raccontare ai bambini e, forse, l’unico per il futuro».
Zecchino d’oro, tra Valditara e Carlo Conti e nel segno di arte e solidarietà
Fra Cavalli ha parlato anche dell’Operazione Pane che anche quest’anno è legata allo Zecchino d’Oro. «Una delle particolarità dell’Antoniano è tenere insieme il mondo dell’arte e la solidarietà. Anche quest’anno possiamo usare il mezzo televisivo per sostenere tante realtà francescane che ogni giorno preparano un pasto per chi ha bisogno». Per la mensa di Bologna, ad esempio, dove «nel 2019 avevamo 100 ospiti al giorno e ora arriviamo a 300, a volte anche 350. È la fotografia di ciò che sta succedendo in tante città dove a mensa non vanno più solo le persone che vivono in strada. Ma anche i lavoratori poveri, persone che con lo stipendio non arrivano a fine mese».
Squadra che vince non si cambia
Com’è noto, infine, squadra che vince non si cambia. E succede anche allo Zecchino d’Oro con la conferma dei tre conduttori: a partire da Carlo Conti, direttore artistico della manifestazione così come del Festival di Sanremo: «Domenica sarò al Tg1 delle 13.30 per annunciare i big in gara al Festival e poi, treni permettendo, dovrò correre all’Antoniano. In tutto ho ascoltato circa 1300 canzoni, con grande responsabilità nella scelta di entrambe le manifestazioni ma soprattutto per lo Zecchino perché scegliamo brani che possano lanciare dei messaggi».
Zecchino d’oro, la vittoria alle canzoni e alla capacità di tornare bambini
Ricordando che «allo Zecchino vincono le canzoni e non i bambini», il conduttore ha esortato tutti «a ricordarsi di tornare bambini più spesso, ricordiamoci la leggerezza e la gioia delle piccole grandi cose». E ha ammesso di essere «ancora più emozionato quest’anno perché ieri l’altro è morto, a 99 anni e mezzo, il mio maestro delle elementari che chiamavamo, come si usava allora, signor maestro». Con lui, ha ricordato anche Peppe Vessicchio, «che per tanti anni ha arrangiato le canzoni dello Zecchino d’Oro».
(Italpress)