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Migranti, Piantedosi rilancia la linea della fermezza del governo (e smonta le balle buoniste della sinistra)

Altro che balle

Migranti, Piantedosi rilancia la linea della fermezza: flussi regolati. E smonta la liturgia della sinistra buonista sulle risorse che salvano la patria

Da Bologna a La Valletta, il titolare del dicastero del Viminale rilancia la linea del governo per "meno ingressi irregolari e più regolari", smontando l'idea che l'immigrazione indiscriminata possa risolvere i file denatalità e pensioni, e chiedendo all'Ue un piano globale di rimpatri volontari e centri extra-territoriali

Politica - di Chiara Volpi - 29 Novembre 2025 alle 18:16

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi usufruisce della ribalta del meeting del Med 5 a La Valletta e degli Stati Generali della Ripartenza a Bologna per delineare in modo netto la strategia del governo Meloni sulla gestione dei flussi migratori, e per smontare i cavalli di battaglia della sinistra buonista che forza (e non da oggi) motivazioni e slogan sul tema dell’immigrazione. Il messaggio è chiaro: l’Italia, in accordo con gli altri Paesi di primo approdo (Cipro, Grecia, Malta, Spagna), intende imporre un nuovo approccio europeo, basato sulla legalità, sul controllo e sul rigore.

Di più. L’incontro si è svolto in un momento in cui si avvicina l’effettiva attuazione del Patto Migrazione e Asilo e, a livello europeo, si discutono importanti regolamenti relativi alla lista dei Paesi d’Origine Sicuri e alle strategie comuni di rimpatrio dei migranti illegali. Pertanto, «il Med 5 – ha dichiarato Piantedosi – si è confermato un formato essenziale per superare talune divergenze di approccio ai temi trattati. E per portare una posizione comune al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni previsto a Bruxelles il giorno 8 dicembre. Oggi è stata approvata una dichiarazione finale dove abbiamo concordato che il rafforzamento della collaborazione con i Paesi Terzi rappresenta la chiave per prevenire gli arrivi irregolari e per aumentare i rimpatri volontari assistiti (dai Paesi Terzi di transito verso i Paesi di Origine) per le persone che non hanno diritto di permanenza sul territorio europeo».

Migranti, Piantedosi smonta slogan e propaganda della sinistra buonista

Ribadendo a latere: «Questo credo che segni l’evidenza di un governo che non ha un pregiudizio così intrinseco per quello che riguarda i temi delle immigrazioni. Ha solo l’ambizione di governare i flussi migratori». Specificando ulteriormente: «Non dobbiamo avere una visione solo economicistica, si tratta di persone – ha poi aggiunto Piantedosi –. Far venire dei lavoratori significa anche avere riguardo a quella che è la sostenibilità dell’immigrazione, che deve impegnare le strutture di welfare. La scuola per i bambini. E la capacità del territorio nazionale, dei Comuni di accogliere». E infine: «Stiamo cercando e credo che progressivamente ci stiamo riuscendo a prestare un’attenzione, che tende a riporre le cose al posto giusto», ha concluso sull’argomento Piantedosi, che ha sottolineato l’obiettivo di «meno ingressi irregolari e più ingressi regolari».

La linea è: «Meno ingressi irregolari e più ingressi regolari».

Il titolare del dicastero del Viminale ha messo al centro della discussione del Med 5 la necessità di trasformare i rimpatri volontari assistiti dai Paesi di transito in una vera e propria strategia globale dell’Unione Europea. Una richiesta accompagnata dalla proposta di istituire centri europei di rimpatrio al di fuori della Ue, considerata una «soluzione innovativa» per affrontare l’emergenza migratoria.

«No all’apertura indiscriminata»

Ma non solo. Affrontando la questione ad ampio raggio, il titolare del dicastero del Viminale ha osservato: «I problemi della denatalità non credo si risolvano con l’apertura indiscriminata, flussi immigratori incontrollati, tanto più se questi in qualche modo sono frutto di azioni, di organizzazioni transnazionali, che sono organizzazioni criminali, che organizzano i traffici incontrollati, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, del corridoio del Mediterraneo centrale e dal Nord Africa, ha dichiarato il ministro dell’Interno in un intervento diffuso agli Stati Generali della Ripartenza a Bologna. «Siamo un governo che ha ripreso, dopo anni che non si faceva più, la programmazione di flussi di ingresso regolare, quindi per motivi di lavoro, che sono anche un po’ richiesti dal nostro sistema economico – ha continuato Piantedosi –. Abbiamo fatto due programmazioni triennali, per 952mila nuovi ingressi in sei anni».

«I rimpatri volontari assistiti siano strategia globale della Ue»

«Ci siamo riproposti di lavorare insieme e abbiamo chiesto al Commissario Magnus Brunner, che ha partecipato ai lavori, di far diventare le iniziative dei rimpatri volontari assistiti, dai Paesi di transito, parte integrante di una strategia globale europea. Durante l’incontro abbiamo anche discusso della creazione di centri europei di rimpatrio al di fuori della Ue, considerati una soluzione innovativa per fronteggiare l’emergenza migratoria», ha detto allora il ministro dell’Interno, che ieri e oggi ha partecipato a La Valletta, su invito dell’omologo ministro maltese Byron Camilleri, alla riunione del Med 5 (Cipro, Grecia, Italia, Malta, Spagna)

Migranti, rimpatri e controllo sui flussi

Non solo. Piantedosi ha ribadito anche che il rafforzamento della collaborazione con i Paesi Terzi è la “chiave” per prevenire gli arrivi irregolari e per aumentare i rimpatri volontari di chi non ha diritto di permanenza. Questa posizione, concordata con gli alleati del Med 5, e inserita nella dichiarazione finale, mira a portare a una posizione comune al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni a Bruxelles.

L’attacco alle Ong: «Sono un fattore di pull factor»

Uno degli aspetti più controversi riguarda inoltre l’attività delle Ong nel Mediterraneo. Sul punto, Piantedosi non ha usato mezzi termini, chiedendo un “nuovo approccio” verso queste organizzazioni che, a suo dire, spesso costituiscono un «fattore di pull factor» (elemento di attrazione) nei confronti dei flussi migratori. A riguardo, allora, il ministro ha puntato il dito contro le dinamiche che incentivano le partenze irregolari, asserendo prima: «Nel corso della riunione ho richiamato l’attenzione sulla necessità di sviluppare un nuovo approccio verso l’attività delle Ong che operano nel Mar Mediterraneo che spesso costituiscono un fattore di pull factor nei confronti dei flussi migratori». E ribadendo, poi, la necessità di regole europee più efficaci per rimpatriare i migranti irregolari: un punto condiviso anche nell’incontro bilaterale con il ministro greco Thanos Plevris.

«I problemi della denatalità non credo si risolvano con l’apertura indiscriminata»

Ma, come ventilato in apertura (e richiamato nel titolo) il passaggio più significativo e sferzante, che segna una netta distanza dalle posizioni della sinistra d’opposizione sul tema, riguarda l’idea che l’immigrazione incontrollata possa essere una soluzione ai problemi strutturali italiani, in primis la denatalità e il sistema pensionistico. Temi all’ordine del giorno, e non  da oggi, su cui Piantedosi ha liquidato come fallace la narrazione fin qui in voga: «I problemi della denatalità non credo si risolvano con l’apertura indiscriminata, flussi immigratori incontrollati, tanto più se questi in qualche modo sono frutto di azioni, di organizzazioni transnazionali, che sono organizzazioni criminali».

Migranti, Piantedosi sottolinea anche un problema anche di ordine pubblico

Infine, a latere della questione migratoria, il ministro ha affrontato anche il tema dell’ordine pubblico legato alle manifestazioni politiche e pseudo-tali. Piantedosi ha messo in guardia contro l’esistenza di «nuclei ormai specializzati» e di «professionisti della violenza», che si aggregano alle manifestazioni pacifiche (soprattutto quelle legate ai conflitti internazionali o alle grandi opere).

Questi gruppi, definiti “antagonisti”, usano il posizionamento politico-ideologico come mero presupposto per mettere in scena un dissenso che si manifesta attraverso la violenza. Il ministro, a riguardo, ha assicurato allora l’impegno delle Forze di Polizia nel contenere i danni durante i cortei. E nel procedere alla responsabilizzazione successiva degli autori di violenze.

In sintesi, il quadro tracciato da Piantedosi è quello di un governo che intende riportare la legalità e la fermezza nella gestione di ogni forma di flusso, migratorio o di piazza, respingendo le logiche del buonismo e dell’apertura indiscriminata, in favore di un approccio rigoroso, legittimo, e pragmatico.

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di Chiara Volpi - 29 Novembre 2025