Terza giornata
La storica visita di Papa Leone a Istanbul: è entrato scalzo nella Moschea blu (video) Il muezzin: non ha pregato
Terza giornata di visita di Papa Leone in Turchia. Stamane il pontefice ha visitato la Moschea Sultan Ahmed, nota anche come “Moschea Blu”, una delle più importanti moschee di Istanbul. Il Pontefice è stato accolto e accompagnato nella Moschea, dopo essersi tolto le scarpe, dal Capo della Diyanet, ovvero il Presidente per gli Affari Religiosi della Turchia Safi Arpagus. Dopo il benvenuto da parte del Presidente per gli Affari Religiosi, Papa Leone di è, quindi, intrattenuto per un breve momento di raccoglimento.
Papa Leone durante la visita alla Moschea Blu di Istanbul non si e’ raccolto in preghiera. Lo ha riferito il muezzin Asgin Tunca che ha accompagnato il Pontefice. “Ho detto a lui che questa era la casa di Allah e gli ho chiesto se voleva pregare”, ha detto ai giornalisti Tunca aggiungendo la risposta di Leone: “No. Osserverò solo in giro”. Il Papa non si è raccolto in preghiera come invece fecero i suoi predecessori Benedetto e Francesco.
Papa Leone si recherà successivamente nella chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem. Nel pomeriggio si svolgerà prima l’incontro con il Patriarca Bartolomeo nella Cattedrale ortodossa di San Giorgio, dove firmeranno una dichiarazione congiunta, infine la messa alla Volkswagen Arena. L’evento clou della giornata di venerdì 28 novembre si è svolto invece ad Iznik, Nicea, dove in una solenne celebrazione sono stati ricordati i 1700 anni del primo Concilio. Una cerimonia commovente, con preghiere e canti antichi, e l’incedere, in una lenta processione, dei rappresentanti delle Chiese cristiane che c’erano già 17 secoli fa. A fare da cornice il sito archeologico affacciato sul lago di Iznik, dove è emersa l’antica basilica dove si svolsero i lavori di quell’assise.
“La logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa”
A Nicea il Papa, arrivato insieme a Bartolomeo, il Patriarca ortodosso di Costantinopoli che è stato il regista dell’evento, ha ribadito il messaggio di “fratellanza e sorellanza universale” insito in ogni religione. E ha chiesto di respingere con forza “l’uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, come ogni forma di fondamentalismo e di fanatismo”, seguendo invece le vie dell'”incontro fraterno”, del “dialogo” e della “collaborazione”.
La giornata di ieri era prima cominciata con l’incontro con la piccola comunità cattolica nella Cattedrale dello Spirito Santo. “Questa logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa. Essa, infatti, non risiede nelle sue risorse e nelle sue strutture, né i frutti della sua missione derivano dal consenso numerico, dalla potenza economica o dalla rilevanza sociale. La Chiesa, al contrario, vive della luce dell’Agnello e, radunata attorno a Lui, è sospinta per le strade del mondo dalla potenza dello Spirito Santo”, ha detto il Pontefice.
Quindi Leone si è recato nella casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri, religiose dedite da oltre cent’anni al servizio di carità per il prossimo. Nella struttura si prendono cura di anziani, affetti da patologie, disabili o abbandonati, di diversa nazionalità e religione. Il Pontefice ha ringraziato per quest’opera in un tempo in cui dominano “efficienza e materialismo” e “si è perso il senso del rispetto per le persone anziane”
Che cos’è la Moschea blu
È una delle più importanti moschee di Istanbul, il cui soprannome deriva dalle 21.043 piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola. La Moschea Blu è l’unica ad avere sei minareti (di solito sono quattro), superata in questo solo dalla moschea della Kaba, a La Mecca, che ne ha sette. Tale particolarità architettonica è dovuta, secondo una storia popolare, a un fraintendimento: il sultano Ahmed I, non potendo eguagliare la magnificenza della moschea del sultano Solimano a Istanbul, non trovò soluzione migliore per cercare di distinguerla che i minareti in oro. L’architetto fraintese però le parole del sultano, capendo “altr” (in turco “sei”) anziché “altin” (“oro”).