Il pacifismo pro-Pal: la foto di Crosetto bruciata al grido di “noi non ci arruoliamo”. E Greta dal palco insulta il governo
Cortei pro-Pal hanno sfilato oggi in diverse città italiane, da Milano a Roma, passando per Firenze, con la consueta retorica antimilitarista e pacifista a fare da cornice a comportamenti di odio. La manifestazione più eclatante di questa profonda contraddizione che attraversa le anime pie della sinistra radicale si è espressa a Roma. Nel corso del corteo promosso da Movimento degli studenti palestinesi e Usb, con l’adesione di Potere al Popolo, Unione democratica Arabo Palestinese, Arci Roma, studenti di Osa e Cambiare Rotta, è stato dato fuoco a un cartello con la foto del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Gli antagonisti danno fuoco alla foto di Crosetto e se ne vantano sui social
Crosetto, come la premier Giorgia Meloni, i ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini, era raffigurato come “complice di genocidio”, ma è stato al grido di «noi non ci arruoliamo» che i collettivi ne hanno bruciato l’immagine. Fieri dell’iniziativa, gli antagonisti hanno anche postato le immagini sui propri social. Bruciata anche una bandiera americana, stavolta al grido di «Viva Maduro, viva Chávez, solidarietà ai popoli dell’America Latina», «Giù le mani dal Venezuela» e il più tradizionale «Yankee go home».
La solidarietà al ministro
Solidarietà a Crosetto è stata espressa, tra gli altri, dal presidente della Camera, Ignazio La Russa, e dal deputato e responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. «Ancora una volta un corteo pro Pal diviene terreno fertile per odio e violenza. Solidarietà sincera e affettuosa all’amico Guido Crosetto», ha scritto su X La Russa. «Solidarietà e sostegno a Guido Crosetto per l’ignobile gesto di cui è stato vittima oggi a Roma», è stata espressa anche da Donzelli. «Se pensano di intimorirci con questi vili atti si sbagliano di grosso: non cederemo al loro odio e alla loro violenza», ha aggiunto l’esonente di FdI.
Greta Thunberg e Francesca Albanese: in corteo anche le “sante patrone” del movimento
A dare manforte ai pro-Pal nostrani a Roma sono arrivate anche le “sante patrone” del movimento, Greta Thunberg e Francesca Albanese, perfettamente allineate allo spirito della manifestazione. «Potrei dirvi nel dettaglio quanta repulsione provi e quanto devastata io mi senta ogni volta che penso ai criminali di guerra al comando, incluso il vostro fott… governo fascista», ha detto Greta dal palco di piazza San Giovanni. «Non potete aspettare che ogni palestinese sia ucciso per mostrare solidarietà», ha aggiunto, sostenendo che «l’Italia è uno dei Paesi più complici in questo genocidio». «Quindi – ha detto – voi avete la responsabilità di continuare a scendere in strada e boicottare». «Insieme blocchiamo tutto», ha infine gridato l’attivista svedese parlando in italiano e facendo partire il coro «viva la Palestina».
Kelany replica agli insulti di Greta al governo
«La turista del dissenso Greta Thunberg, dopo le regate della Flotilla in nome della causa palestinese, oggi viene in vacanza in Italia a godere delle nostre bellezze, sparando ad alzo zero contro il governo che sarebbe a suo dire fascista e complice di genocidio», ha commentato la deputata di FdI, Sara Kelany. «Sappia – ha aggiunto la parlamentare – che questa Nazione, democratica e rispettosa del dissenso, che garantisce il pieno diritto di espressione, non accetta insulti di questa natura, soprattutto da chi soffia sul fuoco della violenza e della mostrificazione dell’avversario politico». «Queste esternazioni false e rabbiose non fanno altro che stimolare odio sociale ed è scandaloso che la sinistra non prenda posizione stigmatizzandole, perché questi insulti prima di tutto sono rivolti al popolo italiano, che a differenza della Thunberg, si alza ogni giorno per andare a lavorare e a rendere l’Italia l’eccellenza che è nel mondo», ha concluso Kelany.