Dolore e rammarico
Gemelle Kessler, Iva Zanicchi tra rimpianto e rabbia: “Vado controcorrente, ma la vita è sacra. E va vissuta fino all’ultimo istante”
Ospite a "Verissimo" da Silvia Toffanin, la cantante ha espresso profonda commozione e sconcerto per il suicidio assistito delle due artiste, ma anche disappunto e rammarico per una scelta che, pur rispettando, per lei va contro principi etici, morali e religiosi, da cui non sente di poter prescindere
La conosciamo bene e la amiamo anche, oltre che per il suo talento artistico, anche per il suo pragmatismo emiliano-romagnolo e la sua schiettezza da anti-diva… Per questo, quando ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, la cantante Iva Zanicchi, promotrice di valori semplici e tradizionali, ha affrontato il delicatissimo tema del suicidio assistito, esprimendo il suo profondo dispiacere per la scomparsa delle gemelle Kessler, avvenuta pochi giorni fa, a 89 anni, per loro scelta, ha esordito sostenendo dalla prima parola all’ultima del suo intervento una personale contrarietà addolorata sulla scelta messa messa in atto dalle famose gemelle Kessler, non ce ne siamo stupiti. Anzi, l’abbiamo compresa nel suo moto d’affetto, nato da una spinta emotiva e affettiva, prima ancora che da dettami meramente ideologici sulla dibattutissima vicenda.
E allora, riavvolgiamo il nastro: nel salotto pomeridiano di Canale 5, Iva Zanicchi non si è limitata a presentare il suo nuovo libro, Quel profumo di brodo caldo, che la dice lunga sul suo background artistico ed esistenziale, e che ripercorre l’infanzia e l’ascesa nel mondo dello spettacolo. Ma ha anche aperto il cuore su un argomento che sta scuotendo l’opinione pubblica: il diritto di scegliere la fine della propria vita.
Iva Zanicchi e il suo dolore per la scelta delle Kessler
La riflessione parte, ovviamente, dalla recente notizia della morte delle icone della televisione, Alice ed Ellen Kessler, che hanno deciso di ricorrere al suicidio assistito dopo una vita vissuta intensamente e sempre fianco a fianco. Una simbiosi, esistenziale e professionale, arrivata fino alle estreme conseguenze e all’ultimo respiro… «Sono rimasta molto colpita dalla loro decisione», ha confessato la storica interprete di Zingara, con un tono che rivelava commozione e sincero turbamento.
Perché Iva non mente di fronte all’occhio della telecamera, come con un microfono in mano quando canta. Le sue emozioni e i suoi retro-pensieri sono tutti lì, a fior di labbra. E per questo, nello studio di Cologno Monzese con l’autenticità di sempre ha ammesso di comprendere l’urgenza di ognuno di fronte alla fragilità e alla malattia, di cercare una via che rispecchi la propria dignità e la volontà di non soffrire. Tuttavia, non ha mancato di verbalizzare, contestualmente, con onestà intellettuale e veracità, la sua difficoltà ad accettare l’idea di scegliere consapevolmente il momento finale.
La vita è sacra: una posizione controcorrente
Non solo. Perché la posizione ribadita e rilanciata da Iva Zanicchi in tv in occasione del lutto sulle gemelle Kessler che ha travolto un Paese intero che le ha amate e apprezzate – (e con cui magari è anche cresciuto) – che la stessa cantante ha definito “controcorrente”, è ancorata a una profonda fede e a un sistema di valori tradizionali. «Andrò controcorrente – ha dichiarato con amara consapevolezza l’artista alla Toffanin –. Ma a me è dispiaciuto molto perché la vita è sacra, bisogna viverla fino all’ultimo istante, salvo per i casi più tragici», ha spiegato con fermezza.
E per l’intensità emotiva che traspariva dai suoi pensieri, e per quei stessi toni e quelle formule pacate, espresse nel suo punto di vista, le sue parole non sono parse un giudizio sulla scelta delle gemelle. Ma piuttosto come un’espressione del suo sentire personale, della sua intima convinzione che la vita vada onorata e custodita fino al suo termine naturale. Una posizione che Iva Zanicchi ribadisce con forza, pur riconoscendo la complessità del dibattito etico e legislativo che ruota attorno al fine vita.
Iva Zanicchi e le Kessler: il ricordo delle due dive tra eleganza e preghiera
Poi, al di là del dibattito politico parlamentare, etico e sociale, sul suicidio assistito, Iva Zanicchi non ha mancato di dedicare un pensiero affettuoso e nostalgico alle Kessler, ricordandole nella loro immensa statura di figure straordinarie. «Erano bellissime e diverse da noi», ha raccontato la cantante in tv. Sottolineando l’eleganza, la raffinatezza e la grazie con cui sono arrivate al successo internazionale. Perché, come ci ha ricordato la nostra Iva “nazionale”, le Kessler rappresentavano un simbolo di talento e glamour che ha segnato un’epoca.
