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Il murale di Palombo irrompe sulla scena di Milano

Arte "scomoda"

Contro censure e narrazione univoca: il murale di Palombo in risposta ai dogmi pro-Pal di Greta e della Albanese arriva a Milano

Il quesito "figurativo" sulla strumentalizzazione del messaggio anti-Israele e pro-Hamas e la sua radicalizzazione irrompono sulla scena milanese nel pieno delle rivendicazioni, delle manifestazioni e delle dichiarazioni bellicose: : un invito a riflettere su conflitti e odio

Italpress - di Italpress - 29 Novembre 2025 alle 20:25

Il murale “Human Shields” (Scudi Umani) dell’artista AleXsandro Palombo, che ritrae Greta Thunberg e Francesca Albanese nell’abbraccio di un miliziano di Hamas, è riapparso questa mattina in Piazza XXIV Maggio, nel cuore di Milano, epicentro del raduno da cui prende il via la manifestazione pro-Palestina. L’opera, già esposta a Roma davanti alla Stazione Termini e vandalizzata nel giro di poche ore da militanti pro-Pal prima della mobilitazione nazionale, riappare oggi a Milano come segno di resistenza e invito alla riflessione sulle derive estremiste dell’attivismo e su chi ricorre a violenza e censura per tentare di silenziare l’arte e imporre una narrazione univoca.

Il murale di Palombo, la contro-narrazione a quella dei pro-Pal (di Greta e della Albanese)

Palombo ha scelto di collocarla nel cuore del raduno, sottolineando il valore dell’arte come spazio di confronto e dialogo. L’artista ha deciso di far proseguire il tour della sua opera in parallelo al percorso delle due iniziative firmate dalle attiviste: il 28 novembre Greta Thunberg e Francesca Albanese hanno partecipato a Genova allo sciopero generale nazionale, mentre oggi erano attese a Roma per la manifestazione nazionale per la Palestina. Il murale segue lo stesso itinerario simbolico, ponendosi come contro-narrazione visiva e come stimolo a non ridurre al silenzio voci critiche. Con questa nuova apparizione, Palombo rimette in scena un cortocircuito visivo che invita a interrogarsi sui rischi di strumentalizzazione dell’attivismo occidentale e sulle ambiguità del dibattito contemporaneo, chiamando in causa anche il ruolo dell’Onu nel contesto palestinese.

Il quesito “figurativo” sulla strumentalizzazione del messaggio pro-Pal e la sua radicalizzazione

L’opera solleva una riflessione sul rischio che l’attivismo, immerso in un contesto mediatico polarizzato, venga strumentalizzato fino a trasformarsi in veicolo di radicalizzazione. Palombo mette in evidenza come queste dinamiche non restino sul piano simbolico, ma possano tradursi in tensioni concrete, con slogan e gesti che degenerano in episodi di intolleranza. L’intervento diventa così un richiamo alla responsabilità di chi partecipa al dibattito pubblico e alla necessità di contrastare derive estremiste. Il titolo Human Shields richiama la pratica di Hamas di utilizzare civili come scudi, ma al tempo stesso suggerisce come le figure pubbliche possano diventare strumenti ideologici nei conflitti narrativi globali.

Il murale di Palombo con Greta e la Albanese: un invito a riflettere su conflitti e odio

L’opera evidenzia la fragilità dell’attivismo contemporaneo, esposto al caos comunicativo e all’opportunismo mediatico, fino a trasformarsi in megafono della propaganda e di una retorica fondamentalista capace di destabilizzare le democrazie e alterare il confronto internazionale. In questo quadro, Palombo richiama l’attenzione anche sulle violenze di piazza, i disordini e l’antisemitismo che emergono con crescente frequenza nelle mobilitazioni, spesso senza prese di distanza da parte dei promotori. L’opera diventa quindi un invito a riflettere non solo sulle dinamiche del conflitto, ma anche sulla responsabilità collettiva di isolare e condannare ogni forma di odio.

(Italpress)

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