Palestra di violenza
Assalto alla Stampa, sono di Askatasuna i 40 identificati. Che aspetta il sindaco a sgomberare il centro sociale?
Sono una quarantina e tutti riconducibili al centro sociale torinese Askatasuna le persone identificate per l’assalto alla sede de La Stampa. Una conferma della regia dell’aggressione al grido di “Palestina libera” con lancio di letame e minacce di morte ai giornalisti sui muri. Le prime identificazioni della Digos sono arrivate dall’analisi dei filmati acquisiti. Tra gli identificati figurano attivisti del centro sociale Askatasuna e dei collettivi studenteschi Collettivo universitario autonomo e Kollettivo studentesco autorganizzato, riconducibili sempre al centro sociale, noto alle cronache per le violenze. Lo ha riferito il questore di Torino Paolo Sirna durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato d’urgenza dal prefetto Donato Cafagna.
La Stampa, identificati 30 militanti del centro sociale Askatasuna
“Molti di questi sono gli stessi che hanno assaltato il palazzo della Città metropolitana”, ha aggiunto Sirna. Il prefetto ha lanciato l’allarme per una situazione complessiva preoccupante. “Più volte, nel corso di attività di notifica di atti giudiziari, si è verificato che ancora all’interno di Askatasuna ci fossero soggetti che sono stati destinatari di provvedimenti di sicurezza da parte dell’autorità giudiziaria per attività violente”. Così il prefetto che auspica “una conseguenzialità anche nelle scelte che vengono fatte rispetto a quel luogo”
L’allarme del prefetto e del questore di Torino
Tra le persone identificate ci sarebbe anche il sedicenne fermato e ammanettato davanti al liceo Einstein durante gli scontri tra studenti di sinistra e di destra. La Digos prosegue il lavoro per dare un volto agli altri partecipanti all’irruzione. Al momento non risultano ancora denunce. Pro Pal, antagonisti, centri sociali: questa la galassia di provenienza degli aggressori. In cinquanta si sono staccati dal corteo di solidarietà all’imam della moschea di Torino espulso da Viminale (per il profilo pro Hamas e antisemita). E hanno fatto irruzione nella sede del quotidiano, semideserta per lo sciopero dei giornalisti. Il centro sociale, vivaio di teppisti in odore di terrorismo, è lo stesso con cui il sindaco Torino Stefano Lo Russo, di provata fede dem, flirta e non da oggi. Invece di procedere allo sgombero l’amministrazione comunale lavora a un progetto di collaborazione volto a “legalizzare” il centro. Con l’assalto alla redazione de La Stampa la misura è colma e torna il pressing per lo sgombero del centro sociale occupato.
L’assessore Marrone: il sindaco Lo Russo sgomberi d’urgenza il centro sociale
“L’attacco è stato pianificato, attuato e rivendicato apertamente dai collettivi del centro sociale Askatasuna. Lo provano le immagini, inequivocabili, pubblicate online durante i minuti della devastazione. Per questa ragione, questa mattina al Tavolo del Cosp in Prefettura ho chiesto l’interruzione immediata del progetto di collaborazione che il Comune di Torino fino ad ora si è ostinato a portare avanti”. Così, in una nota, l’assessore Maurizio Marrone, delegato della Regione Piemonte al Tavolo di oggi. “”Il sindaco Lo Russo continua a ripetere che a compiere gli atti di violenza politica non è l’immobile del centro sociale. Ma non possiamo nemmeno ignorare che si tratta non di singoli individui violenti bensì di un gruppo. . Non si può più aspettare, il centro sociale Askatasuna deve essere sgomberato d’urgenza, prima che la spirale di violenza dalle intimidazioni e i danneggiamenti alle cose salga ad un livello più grave e irreparabile”. Il primo cittadino non retrocede e invita a non fare di tutt’erba un fascio. “Auspico che non ci siano strumentalizzazioni a livello politico, perché la tensione è già abbastanza alta. Se si hanno nomi e cognomi, si proceda”.