
Vittoria fuori concorso
Venezia 82, Julia Roberts strega il Lido, e Guadagnino che la dirige turba tutti con un thriller morale sul politically correct
Julia Roberts ha incantato il red carpet di Venezia con il suo carisma, rubando la scena per la presentazione del film di Luca Guadagnino, "After The Hunt", un noir che esplora i temi del politicamente corretto e della giustizia sociale nell'era del pregiudizio e dell'apparenza
Julia Roberts, la diva più attesa della terza giornata della 82esima Mostra del Cinema di Venezia, ammalia. CXonquista. E ruba la scena a competitor e colleghi in passerella. Il red carpet del Lido brilla di polvere di stelle e lei lo attraversa con la sua inconfondibile classe. Per il suo debutto alla kermesse, l’attrice ha scelto un abito lungo blu notte, impreziosito da raffinati dettagli geometrici. A completare il look, lunghi orecchini gioiello e i capelli lasciati sciolti a incorniciare il suo iconico sorriso, da sempre il suo marchio di fabbrica.
Venezia 82, Julia Roberts incanta il Lido
Generosa e disponibile, sorridente e seducente senza strafare, la star hollywoodiana non si è sottratta all’affetto dei fan, concedendosi per autografi e foto. Prima di entrare in sala, ha regalato ai presenti anche un momento di grande spontaneità, riconoscendo tra la folla una sua vecchia conoscenza e salutandola con un caloroso e sorpreso abbraccio.
Insieme a lei ha sfilato l’intero cast del film fuori concorso After The Hunt, a partire dal regista italiano Luca Guadagnino, che per l’occasione ha sfoggiato un’originale giacca champagne con ricami floreali. Ovazione anche per l’altro protagonista, Andrew Garfield, elegantissimo in un completo color carta da zucchero, che ha letteralmente mandato in delirio i fan assiepati lungo il tappeto rosso.
E il film di Guadagnino supera tutte le aspettative…
In sala, poi, spazio al cinema e alla sua grammatica spettacolare e riflettori sul teatro delle menzogne e la scena delle verità: il cinema di Luca Guadagnino torna al Lido con After The Hunt, produzione Amazon che approda a Venezia 82 fuori concorso ma solidamente ben piazzato nella lista delle attese della kermesse.
In cartellone c’è Julia Roberts, in un ruolo scritto in equilibrio e sul filo di lana tra tra specchio interiore e ritratto sociale di una professoressa universitaria alle prese con un intreccio etico e morale non da poco.
Siamo a Yale, dunque nel mezzo di una scena accademica tra le più ambite e ambiziose del mondo, in cui si muove con garbo, scaltrezza e competenza, la professoressa Alma Olsson, che insegna filosofia ed è in attesa di una cattedra per la quale sta lavorando da anni. Quando la sua dottoranda Maggie Price denuncia di aver subito violenza dal giovane professore Hank Gibbson, proprio di rientro da una cena a casa di Alma, si scatena un intreccio di reazioni che rischia di travolgere tutti. Maggie è infatti una ragazza, nera, gay. Ed è per giunta la figlia di uno dei massimi benefattori dell’Università, per cui le sue accuse che la giovane lancia hanno un peso infinitamente maggiore…
Una trama gialla, anzi noir, sul filo tesissimo di una sceneggiatura sul politically correct
Alma, che nasconde nel suo passato un episodio simile a quello subito dalla sua protetta, viene tirata dentro la questione dalla ragazza, che prima le confessa in segreto l’accaduto. E poi, una volta resi i fatti di dominio pubblico, la accusa di non averla adeguatamente sostenuta psicologicamente e moralmente, in quanto legata da amicizia a Hank. Quest’ultimo, del resto, le chiede a sua volta di sostenerlo e difenderlo, professando la sua assoluta innocenza. E cercando di rimanere a galla mentre l’intera cerchia di amici e colleghi gli volta le spalle. Su questo intreccio psicologico e morale, allora, Luca Guadagnino costruisce un dramma ad alta tensione che si avvita su questioni oggi piuttosto nodali: come l’ossessione per la “correctness” e l’attenzione pilotata per le categorie sociali rilevanti e protette.
Materia incandescente e scivolosa, sulla quale Guadagnino costruisce un thriller morale in cui il rapporto tra la verità dei fatti e la loro collocazione sulla scena sociale è ambiguo e instabile. E tutto in funzione soprattutto di un sistema in cui l’esposizione può facilmente tradursi in gogna, amplificando non solo le accuse. Ma anche i livelli di reazione che ne conseguono.
Il tutto, al servizio di un plot e di una regia sapientemente diretta da Guadagnino che, con grande classe, e lavorando sulla tensione compositiva dei quadri e su una struttura sonora e musicale molto elaborata, guida l’interpretazione superba di Julia Roberts, precisa e decisa. Mentre Andrew Garfield mette ritmo e impulso nel personaggio di Hank. E nel punto in cui tutte le perpendicolari narrative si incrociano, ritroviamo Ayo Edebili: una Maggie ambigua e complessa che dà linfa e vigore tematico a una trama che dice molto più di quello che racconta…