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Tommaso Onofri

Tolse il bimbo dal seggiolone

Tommaso Onofri rapito e ucciso a 17 mesi: torna libero Salvatore Raimondi. La mamma di Tommy: l’ergastolo solo a me

L'uomo aveva finito di scontare la pena già il 2022 ma era in carcere per un altro reato. La mamma di Tommy: "Noi condannati all'ergastolo"

Cronaca - di Paolo Cortese - 30 Agosto 2025 alle 15:59

Torna libero Salvatore Raimondi, l’uomo che, insieme a Mario Alessi, rapì il piccolo Tommaso Onofri la sera del 2 marzo 2006 a Parma. Raimondi ha finito di scontare i vent’anni di carcere che gli erano stati inflitti in abbreviato per il rapimento del bimbo di 18 mesi. Non era stato ritenuto responsabile dell’omicidio.

Il rapimento di Tommaso

Tommaso Onofri fu trovato morto il primo aprile 2006 e la sera stessa furono arrestati Raimondi, Mario Alessi e la compagna di quest’ultimo, Antonella Conserva. Alessi è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per il rapimento e l’uccisione, Conserva sta scontando 24 anni per il sequestro. Raimondi è uscito dal carcere di Forlì nelle scorse settimane. La sera del 2 marzo 2006 fu Raimondi a sfilare il piccolo Tommy dal seggiolone nella casa di Casalbaroncolo, lasciando l’impronta decisiva sul nastro adesivo con cui fu legata tutta la famiglia. Un mese dopo Raimondi fu il primo a confessare, ammettendo che insieme a Mario Alessi, con la complicità di Antonella Conserva, aveva organizzato il sequestro.

L’uomo era in carcere per un altro reato

Salvatore Raimondi aveva finito di scontare la pena già nel 2022 (per i benefici della legge Gozzini) ma era rimasto in carcere perché nel 2018 era stato condannato in via definitiva a 3 anni e mezzo per estorsione nei confronti di un altro detenuto.

La mamma di Tommaso: “Noi condannati per sempre”

“Prima o poi me l’aspettavo, visto che era già in semilibertà. Che si goda la sua vita, noi invece siamo condannati per sempre”, ha commentato la madre del piccolo Tommy, Paola Pellinghelli, intervistata dalla Gazzetta di Parma. “A nessuno dei tre auguro del male: se sono credenti, faranno i conti con Dio. Ma non voglio sentire parlare di perdono”, ha aggiunto la mamma di Tommaso. “Per me sono tutti e tre sullo stesso piano. Non perché ha aiutato la giustizia, è diverso dagli altri, meno responsabile”

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