
Nessun movente ideologico
Targa sui migranti uccisi vandalizzata a Firenze: la sinistra gridava alla “pista nera”. È stato un pregiudicato africano
La sinistra aveva urlato immediatamente alla pista nera, al movente ideologico, ovviamente razzista xenofobo, dietro la targa vandalizzata a Piazza Dalmazia, a Firenze nei giorni scorsi. Era stato un pregiudicato africano, che è stato denunciato a piede libero.
Ad allarmare i “segugi rossi”, all’indomani dell’atto vandalico, era il fatto che la targa fosse dedicata ai due venditori ambulanti africani assassinati a colpi di pistola da un estremista di destra, nel dicembre di 14 anni fa. Da qui la sicurezza che dietro si celasse una fantomatica pista nera. Un complotto ordito per distruggere un doveroso omaggio a due vittime della follia e dell’odio umano. Follia e odio che non hanno colore politico.
La targa dedicata alle due vittime della follia di Casseri
La targa commemorativa in questione era dedicata a Samb Modou, 54 anni e Diop Mor, 50 anni, freddati a colpi di pistola in piazza Dalmazia a Firenze il 13 dicembre 2011 da un folle: Gianluca Casseri, 50 anni, ragioniere, romanziere dilettante, in cura per depressione e con simpatie neonaziste.
Quel giorno Casseri aveva fantasticato di fare una strage di immigrati: un po’ come il killer trans di Minneapolis che pianificava di fare una strage di bambini. Il ragioniere 50enne si armò di tutto punto, scese per strada uccise i due ambulanti senegalesi in un mercato in piazza Dalmazia e poi ne ferì altri tre, in un’altra zona della città, al mercato centrale di San Lorenzo. In centro, Casseri circondato dalle forze dell’ordine, rivolse la pistola contro sé stesso e si uccise. La strage di Firenze resta una ferita indelebile nella storia cittadina e la targa rappresenta una doveroso omaggio alle vittima e monito contro ogni forma di odio.
“Segugi” rossi ammutoliti: la Digos ha identificato un 24enne marocchino
Come riporta il bollettino delle autorità, l’attività d’indagine svolta dalla locale Digos ha consentito nell’immediatezza di identificare l’autore dell’atto vandalico in oggetto, un cittadino marocchino di 24 anni, gravato da pregiudizi di polizia. Infatti, grazie ad un’attenta visione delle telecamere del circuito cittadino, i poliziotti hanno verificato, intorno alle ore 19:25 della sera del 26 agosto, il soggetto, poi identificato, salire sul basamento in pietra e appendersi alla lapide commemorativa fino a causarne la caduta a terra e la rottura. Dalla visione delle immagini, il soggetto appare verosimilmente in stato di alterazione psico-fisica.
Allo stato attuale, spiega un comunicato stampa della Questura di Firenze, deve ritenersi escluso ogni movente di estremismo ideologico alla base del gesto. Il soggetto è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Firenze per il reato di danneggiamento aggravato. In pratica, resta in giro per Firenze, libero di fare danni per la città. Stranamente, su questo, i “segugi rossi” sembrano improvvisamente meno interessati.