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Migranti irregolari, Parigi e Berlino seguono il governo Meloni: siglato l’accordo per un’azione condivisa

Il vertice a tre

Migranti irregolari, Parigi e Berlino seguono il governo Meloni: siglato l’accordo per un’azione condivisa

Politica - di Giovanni Pasero - 30 Agosto 2025 alle 19:12

Il modello Italia fa scuola nel contrasto all’immigrazione clandestina. La conferma arriva dal vertice di venerdì sera a Roma con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i suoi omologhi di Francia e Germania.

Roma, Parigi e Berlino hanno formalizzato un “approccio condiviso”, in vista dei prossimi incontri europei che ruoteranno attorno al tema dei Paesi sicuri. “Compiere ogni sforzo per contrastare più efficacemente i flussi migratori irregolari e i trafficanti di esseri umani” è la strada che seguiranno Bruno Retailleau, Alexander Dobrindt e Piantedosi, che hanno ribadito il loro appoggio per la piena attuazione del nuovo Patto Migrazione e Asilo.

Governo Meloni fa da capofila nella lotta all’immigrazione irregolare

I tre ministri giudicano positivamente la nuova proposta di regolamento sui rimpatri presentata dalla Commissione europea, che – ritengono – rappresenti “un progresso nella direzione auspicata”. I lavori per l’approvazione del nuovo regolamento rappresentano per i ministri anche “un’opportunità per condividere iniziative e proposte per rafforzare ulteriormente il quadro giuridico in materia di rimpatri”. In tal senso l’ipotesi sarebbe quella di trovare forme giuridiche per renderli più efficaci, superando quei cavilli che bloccano i rimpatri quando ci si trova di fronte a soggetti pericolosi o che compiono reati gravi.

Come rimpatriare i soggetti pericolosi? Si lavora a soluzioni condivise

Il trilaterale di venerdì si è svolto a poche settimane di distanza dalla sentenza della Corte di giustizia Ue sul protocollo Italia-Albania. Una pronuncia risuonata come un altolà ai centri di Shengjin e Gjader, dove le autorità italiane trasferiscono i migranti soccorsi nel Mediterraneo e provenienti da Paesi ritenuti sicuri, in attesa di giudizio accelerato sulle loro richieste d’asilo. I togati europei hanno stabilito che un governo può designare un Paese terzo come sicuro tramite decreto legge, ma soltanto a patto che quella scelta possa essere sottoposta al vaglio di un giudice. E, fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento Ue parte del Patto per la migrazione, il 12 giugno 2026, nessun Paese può essere considerato sicuro se non garantisce protezione all’intera popolazione.

Una decisione fortemente criticata dalla premier Giorgia Meloni e su cui è intervenuta anche la Commissione europea sottolineando che “il nuovo regolamento sulle procedure di asilo introdurrà nuove misure al riguardo” per consentire “agli Stati membri – ha spiegato un portavoce – di designare un Paese terzo come sicuro con l’esclusione di parti specifiche del Paese o di categorie di persone chiaramente identificabili”.

 

 

 

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di Giovanni Pasero - 30 Agosto 2025