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Lo smart working ha aiutato le lavoratrici e molte zone del Mezzogiorno. Il report di Bankitalia fa il punto sul lavoro agile

Partecipazione al lavoro

Lo smart working ha aiutato le lavoratrici e molte zone del Mezzogiorno. Il report di Bankitalia fa il punto sul lavoro agile

Economia - di Gabriele Caramelli - 29 Agosto 2025 alle 16:42

Uno studio eseguito dagli esperti della Banca d’Italia ha analizzato gli effetti dello smart working, in voga inizialmente durante la pandemia, sul mercato del lavoro italiano. A quanto pare, dopo il Covid, il lavoro online si è confermato come un alleato fondamentale per l’occupazione femminile e per il meridione italiano, oltre che nelle aree scarsamente popolate.

Gli autori della ricerca hanno utilizzato un grande raccolta di dati amministrativi, che hanno riguardato tutti lavoratori da remoto: dal punto di vista geografico è venuto fuori che il lavoro agile è più diffuso nelle aree del nord e, più in generale, nelle aree urbane. Ma soprattutto, la formula dello smart working è molto più diffusa tra le donne che tra gli uomini e questo dato è emerso in tutte le macroregioni.

Anche se non esistono tendenze precedenti in grado di spiegare i miglioramenti comportati dallo smart working, lo studio ha sottolineato come questa metodologia sia anche riuscita ad avere un effetto diretto persino sull’inclusione. In particolare, gli analisti hanno analizzato l’impatto del lavoro da casa tra il 2019 e il 2022 attraverso una banca dati amministrativa unica a livello europeo, realizzata grazie agli obblighi di comunicazione che le aziende hanno verso il ministero del Lavoro.

Smart working decisivo per le donne e per le zone meridionali italiane

Nel centro-Nord urbano lo smart working è più diffuso ma meno utile per spingere le persone nel mercato del lavoro. Nonostante ciò, al sud e nelle zone disparate ha avuto un ruolo fondamentale: in queste arre, che sono meno dinamiche e con servizi più bassi, il lavoro agile ha offerto un’opportunità a tutti coloro che altrimenti sarebbero rimasti fuori dalle attività. Come hanno sottolineato gli analisti, si tratta di “una buona spinta in un Paese che deve fare i conti con bassa natalità, invecchiamento demografico e scarsa partecipazione al lavoro”.

Gli effetti dell’inclusione, secondo Skytg24, diventano ancor più evidenti quando si analizza il lavoro agile in relazione alle donne nella fascia 25-49 anni, che è la più interessata nella cura dei bambini. Un elemento cruciale riguarda la mancanza di servizi per l’infanzia: l’analisi di Bankitalia documenta che l’impatto positivo del lavoro da remoto si focalizza principalmente nelle aree in cui l’offerta degli asili e delle strutture di aiuto familiare è circoscritta. In assenza di tale supporto, l’adattabilità organizzativa e la diminuzione dei tempi di spostamento,  proposte dallo smart working, diventano cruciali per le lavoratrici.

I tassi e l’occupazione

Inoltre, i dati raccolti dallo studio dimostrano che l’aumento uniformato dei lavoratori in smart working, in rapporto al totale degli occupati locali, ha creato uno sviluppo dello 0,9% nel tasso di partecipazione e dello 0,7 % in quello di occupazione. 

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di Gabriele Caramelli - 29 Agosto 2025