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Jude Law a Venezia: “Nessun imbarazzo a interpretare Putin”. E impartisce una lezione a Marinelli ‘straziato’ per il Duce

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Jude Law a Venezia: “Nessun imbarazzo a interpretare Putin”. E impartisce una lezione a Marinelli ‘straziato’ per il Duce

Spettacoli - di Giovanni Pasero - 31 Agosto 2025 alle 17:59

Nessun imbarazzo a interpretare Vladimir Putin: il disincanto di Jude Law, alla presentazione del film “Il mago del Cremlino” di Olivier Assayas in concorso alla 82esima Mostra del cinema di Venezia, ha evocato in molti cronisti il parallelo con l’edizione di un anno fa. In tanti hanno ricordato lo strazio di Luca Marinelli, costretto a citare gli avi partigiani per giustificare l’interpretazione di Benito Mussolini nella serie per Sky tratta dai romanzi di Antonio Scurati. Jude Law non ci ha nemmeno fatto sapere, come fece Marinelli, se la nonna ha sofferto nel vederlo interpretare un dittatore o se, a casa, qualche parente sia stato turbato dalla sua interpretazione.

Una bella differenza e una bella lezione di cinema, impartita da un attore che fa il suo mestiere con classe e senza retorica, sulla scia dei grandi come Marcello Mastroianni. Per capire a cosa alludiamo rivedetevi il video in cui spernacchia gli attori che soffrono per entrare nel personaggio.

Jude Law: “Paura di Putin? Non ci ho proprio pensato”

“Paura di Putin? Non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono messo nelle mani di Olivier Assayas (il regista) per raccontare senza polemiche un personaggio all’interno di una storia molto più grande”. Così l’attore Jude Law nel corso della conferenza stampa del film ‘Il mago del Cremlino’.

Il film, tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli e con la sceneggiatura scritta dal regista insieme a Emmanuel Carrère, racconta, tra verità e finzione, l’ascesa di Putin (Jude Law) attraverso le vicende del suo spin doctor Vadim Baranov (Paul Dano), ispirato al suo ex consigliere Vladislav Surkov.

Nessuna necessità di dire quale sanguinario e tirannico dittatore sia il presidente russo, ma solo un commento sulla sua recitazione e sul suo ruolo.  “La cosa più difficile è stato rappresentare il suo volto pubblico, da cui non trapela nulla ma mostrare comunque emozioni. Per me è stato tutto una rivelazione perché sapevo bene poco di lui. Ho dovuto adottare una recitazione interiore”, ha aggiunto. “Il film tratta della politica moderna e di come il male sia arrivato al potere e di come si sia arrivati in una situazione pericolosa come nel caso specifico di Putin. Ma si può applicare anche ad altri leader mondiali. Quello che sta succedendo adesso davvero spaventa perché ancora non abbiamo trovato delle risposte”, ha detto ancora l’attore. Se questo film lo ha portato a riflettere su potere e successo.

Nessun riferimento alla nonna di Jude Law, Marinelli prenda appunti

“Non lo so se ho una risposta definitiva a questa domanda, si mi ha indotto a pensare a cosa sia il potere. Ma credo sia qualcosa di amorfo”, ha detto. “Con Olivier abbiamo discusso che non dovevamo personificare Putin e io non volevo nascondermi dietro una maschera. Avevamo molti riferimenti di quel periodo della sua vita, abbiamo provato a cercare tratti simili su di me”, ha aggiunto.

Alla domanda se c’è un aspetto positivo in questo personaggio, Law ha ammesso ironico: “Sì, che ho ho imparato il judo. Poi non credo si debba cercare per forza un elemento positivo dei personaggi, se dovessimo etichettarli solo come cattivi credo sarebbe un danno”. Marinelli prenda appunti per la prossima volta.

 

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di Giovanni Pasero - 31 Agosto 2025