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Putin gioca con il fuoco: primo missile intercontinentale lanciato dalla Russia contro l’Ucraina

Esteri - di Alice Carrazza - 21 Novembre 2024 - AGGIORNATO 21 Novembre 2024 alle 18:25

Un missile balistico intercontinentale (Icbm) russo è stato lanciato contro l’Ucraina, secondo quanto dichiarato dall’aeronautica di Kyiv. Se confermato, si tratterebbe del primo utilizzo conosciuto di un’arma progettata per attacchi nucleari strategici in uno scenario di guerra convenzionale. Un evento che, se confermato, segna una vera e propria escalation nel conflitto iniziato ormai 33 mesi fa. Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky apre alla via diplomatica per recuperare la Crimea senza altre vite spezzate.

Un’arma mai usata prima in guerra

Il missile, stando a quanto riportato da Ukrainska Pravda, sarebbe un RS-26 Rubezh, un intercontinental ballistic missile, da qui l’acronimo Icbm, a combustibile solido con una portata di 5.800 chilometri, capace di trasportare testate nucleari da 800 chilogrammi. Questo bestione atomico, testato con successo per la prima volta nel 2012, ha una lunghezza stimata di 12 metri e un peso di 36 tonnellate.

Colpite infrastrutture industriali e ferite due persone

«Un missile balistico intercontinentale è stato lanciato dalla regione di Astrakhan, nella Federazione Russa», questo quanto dichiarato dalle forze militari ucraine questa mattina, senza che però ci fosse conferma della dotazione nucleare del missile. Più tardi Zelensky ha dichiarato che sarebbe in corso un’indagine. L’area da cui il missile è stato sparato si trova a oltre 700 chilometri da Dnipro, città presa di mira nell’attacco. Qui, secondo il governatore regionale Serhiy Lysak, i missili russi hanno colpito infrastrutture industriali, provocando incendi e il ferimento di due persone.

Dubbi strategici e implicazioni globali

Secondo Defense Express, società di consulenza sulla difesa ucraina, l’uso di un arma simile in un contesto bellico rappresenterebbe un fatto senza precedenti. «È anche una questione di avvertimento agli Stati Uniti riguardo il lancio e la sua direzione, poiché l’annuncio di tali lanci è una condizione necessaria per prevenire l’attivazione di sistemi di allarme missilistico e il lancio di missili in risposta», ha scritto la società.

L’eventuale utilizzo di uno strumento bellico così costoso e progettato per obiettivi strategici ha sollevato interrogativi tra gli esperti. «Se vero, sarebbe del tutto senza precedenti e rappresenterebbe il primo utilizzo militare effettivo di un missile balistico intercontinentale (Icbm). Non che abbia molto senso, considerando il loro costo e la loro precisione», ha commentato Andrey Baklitskiy, analista dell’Istituto delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Disarmo, su X. Aggiungendo che ci sono tre possibilità: «non è un Icbm, è un Icbm, ma la Russia non ha notificato gli Stati Uniti (e la Cina?), è un Icbm e la Russia ha notificato gli Stati Uniti (e la Cina?)».

La Nato non commenta, Mosca neanche

La Nato, non ha rilasciato dichiarazioni immediate sull’accaduto, né da Mosca sono giunti commenti ufficiali subito dopo l’attacco. Interpellato dai giornalisti in merito alla dichiarazione dell’aeronautica ucraina, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto ai reporter di rivolgersi alle forze armate russe per un commento.

Putin alza i toni…

L’attacco arriva in un momento di crescente tensione, dopo che Kyiv ha utilizzato missili da crociera britannici Storm Shadow per colpire la regione russa di Kursk e missili Atacms statunitensi per attacchi in profondità sul territorio russo. Queste azioni sembrano aver spinto il Putin ad alzare la posta: riscrivendo la dottrina nucleare ed estendendo così la possibilità di ricorrere al deterrente atomico anche contro nazioni non dotate della bomba ma supportate da chi la detiene.

…ma Zelensky pensa alla via diplomatica:  “Basta morti per la Crimea”

«Non possiamo perdere decine di migliaia di persone per la Crimea, la penisola potrebbe essere recuperata attraverso la diplomazia», dice Volodymyr Zelensky intervistato da Fox News, rete vicina a Donald Trump. Il presidente ucraino ha ribadito l’apertura a una soluzione negoziale per la penisola, occupata dalla Russia dal 2014: «Capiamo che la Crimea può essere recuperata diplomaticamente, siamo pronti a riportarla indietro per via diplomatica». Un punto di svolta dopo più di mille giorni di conflitto? Forse, tuttavia Zelensky tiene saldi i suoi principi: «Non possiamo riconoscere legalmente come russo alcun territorio occupato dell’Ucraina, si tratta delle terre occupate da Putin».

Il futuro del conflitto: Trump, Biden e negoziati mancati

L’attuale presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha autorizzato l’invio di missili Atacms due mesi prima della fine del suo mandato, con Donald Trump ancora in corsa per tornare alla Casa Bianca. Trump, da parte sua, ha promesso di porre fine alla guerra continuando ad offrire però supporto a Kiev. Ad oggi, entrambe le parti in conflitto pare abbiano accelerato per ottenere posizioni di forza in vista di eventuali negoziati, che non si tengono dai primi mesi della guerra.

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di Alice Carrazza - 21 Novembre 2024