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I cambiamenti climatici sono una minaccia per la biodiversità dei nostri mari, dal Tirreno all’Adriatico. Secondo le analisi dei ricercatori del DiSTAV dell’università di Genova nelle aree marine protette di Capo Carbonara Villasimius (Sardegna) e di Torre Guaceto (Puglia). Nelle due delle stazioni di studio del progetto ‘Mare caldo’ di Greenpeace, che oggi collabora con otto aree marine protette per studiare l’impatto dell’aumento delle temperature nei mari italiani, “gli effetti sono sempre più evidenti” come del resto è evidente “la tropicalizzazione del Mediterraneo”. “La crisi climatica sta accelerando la perdita di biodiversità dei nostri mari, acuendo l’impatto delle attività umane più distruttive – osserva Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – dobbiamo tutelare le aree più sensibili, allargando e rafforzando la rete di aree marine protette nel nostro Paese e nel mondo. L’Italia, insieme all’Europa, si è posta l’obiettivo di tutelare il 30% dei mari entro il 2030, non c’è più tempo da perdere”.
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Aree protette, l’Italia si prepara a rinnovare le norme: le proposte di riforma

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di Mauro Rotelli - 3 Luglio 2024