Il Pd va bene, Schlein no: da Bonaccini a Strada, cacicchi e vip le danno una pista sulle preferenze

10 Giu 2024 14:24 - di Annamaria Gravino
elly schlein preferenze europee

Nell’indiscutibile affermazione del Pd alle europee c’è un dato che colpisce: la performance di Elly Schlein in termini di preferenze. In quanto segretaria è a lei che legittimamente si intesta la crescita del partito, ma a guardare il dettaglio delle preferenze si vede come la leader, capolista al Centro e nelle Isole, resti al di sotto dei capolista nelle altre circoscrizioni ci centinaia di migliaia di voti. A leggere i numeri, insomma, sembra che capibastone e papi stranieri abbiano molto più appeal di Elly.

Numeri impietosi: Schlein capolista non tira

La circoscrizione Isole, dove Schlein raccoglie qualcosa meno di 85mila preferenze personali non si presta a paragoni: ha molti meno seggi elettorali di tutte le altre e il Pd con il 16,73% si è fermato decisamente sotto la media nazionale. Si presta invece bene a una comparazione la circoscrizione Centro: il numero di seggi è compatibile con altre circoscrizioni e il Pd, con il 26,58%, è andato meglio che altrove. Qui, quando sul sito Eligendo mancano le preferenze di circa 2600 sezioni, più o meno di un quinto del totale di 11.829, Schlein raccoglie qualcosina più di 122mila voti personali.

Le preferenze raccolte da Bonaccini sono il triplo

La circoscrizione più vicina per numero di seggi è quella del Nord Est: i seggi sono 11.661. Non si distanzia di molto rispetto all’Italia centrale neanche il risultato complessivo del Pd: prende il 25,77%, neanche un punto in meno. Dunque, si può fare un paragone credibile. Ebbene, qui il capolista Stefano Bonaccini, al quale per altro a suo tempo Schlein sfilò la segreteria con il voto dei non iscritti al Pd, a spoglio finito raccoglie più di 389mila preferenze personali.

Decaro sbanca al Sud, pure Annunziata, Strada e Gori fanno meglio della leader

Se ci si sposta al Sud, dove il Pd prende il 24,32%, poi, il risultato è impietoso: Antonio Decaro prende quasi 496mila preferenze. Lucia Annunziata, seconda in lista, ne prende oltre 240mila. I seggi nella circoscrizioni sono circa 3mila in più del Centro, ma il dato non basta a giustificare il gap. Pure al Nord Est, dove i seggi elettorali in più rispetto al centro sono circa 4mila, la faccenda per la segretaria non è lusinghiera: con il Pd al 23%, la capolista Cecilia Strada ottiene più di 28omila preferenze e il secondo, Giorgio Gori, ne raccoglie oltre 210mila.

La segretaria comunque esulta per la crescita del Pd

“Dopo le Politiche in tanti davano il Pd per morto, oggi è più vivo che mai”, ha detto tra l’altro Schlein nel corso dell’incontro con la stampa di oggi al Nazareno, aggiungendo che “continueremo a lavorare testardamente unitari” e rivendicando che “quando sono arrivata i rapporti di forza erano altri, oggi siamo per distacco la prima forza di opposizione, per questo sentiamo la responsabilità della costruzione dell’alternativa”. C’è indubbiamente del vero nelle sue affermazioni. Però, se ci si dovesse basare sui dati del suo consenso personale, l’analisi direbbe che questo avviene non grazie a lei, ma nonostante lei. Poi le analisi del voto sono sempre più complesse di così e ci sta che Schlein si goda il risultato del partito. Per tornare a combattere coi cacicchi ci sarà tempo.

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