Sciopero flop alla Rai, Minoli: “E’ caduto il muro della sinistra. Su Scurati, le comiche finali…”

7 Mag 2024 9:31 - di Marta Lima

Giovanni Minoli, decano della televisione italiana e giornalista Rai di lungo corso, non si capacita dell’autogol sindacale dell’Usigrai che ieri ha spaccato le redazioni portando a casa, però, poco o nulla sul tema del regime e di Tele-Meloni.  Per Minoli, quelllo che accade in Rai con il centrodestra, “mi sembra normale dialettica, quell’Usigrai, che era abituata a dominare, adesso non lo fa più. Come ci sono la Cgil, la Cisl e la Uil, è forse un bene che ci sia un pluralismo sindacale anche in Rai. Se vogliamo sostenere qualcosa di incredibile, diciamo che cade un muro”, afferma in una intervista al Tempo.

Minoli e lo sciopero per la Rai da “liberare”

TeleMeloni.? “Mi sono già pronunciato molteplici volte sul tema. È sempre tele di chi comanda. Lo è da quando è nata la Rai. Una volta è TeleDc, un’altra è TeleSinistra. Oggi è TeleMeloni. È la legge a lottizzare la Rai. Altro discorso è chiedersi quale è il livello della professionalità dei nominati… Oggi come ieri… Non ho l’impressione che si tenga molto conto dei curricula. Si chiedono, ma sappiamo tutti che le scelte sono figlie di una trattativa politica. È normale, dunque, che prevale l’interesse dei partiti rispetto alla qualità delle candidature. Da sempre è così”.  Sul caso Scurati, Minoli parla di comiche. “Tanto rumore per un programma che fa il tre per cento. Se fosse dipeso da me, l’avrei mandato come sigla, come intermezzo e sigla di coda. Mi è sembrata una questione di lana caprina. Ognuno, poi, ci gioca sopra come vuole e soprattutto il protagonista ne trae un vantaggio, sia in termini di pubblicità che forse di vendita dei libri. Perfino Augias ha affermato che nella televisione democristiana una cosa del genere non sarebbe mai capitata”.

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