Premierato, Casellati: “Nessun duello Meloni-Mattarella. Sui senatori a vita la sinistra gioca al totocalcio”

24 Mag 2024 18:50 - di Redazione

“Oggi si continua a figurare un duello che non c’è tra Meloni e Mattarella. Questa riforma non riguarda l’attuale governo ma la prossima legislatura e il prossimo Capo dello Stato”. Così il ministro delle Riforme, Elisabetta  Casellati, ospite del Festival dell’economia a Trento, che rispedisce al mittente la narrazione delle opposizioni sul premierato. Nessuno scippo al Colle, nessuna deriva plebiscitaria, nessun uomo solo al comando.

Premierato, Casellati: nessuno scontro Mattarella-Meloni

”Le prerogative del presidente della Repubblica rimangono intatte”, sottolinea la ministra sulla riforma che porta il suo nome, in questi giorni in discussione al Senato tra le grida delle sinistra. “C’è una Costituzione che elenca i poteri e nessuno di questi viene toccato. Il Consiglio superiore della magistratura, il Consiglio supremo di Difesa, lo stop alla promulgazione delle leggi, i poteri di controllo. Questa riforma – spiega la ministra – cerca di rimediare e portare soluzione alle crisi”.

Premier e capo dello Stato hanno ruoli diversi

Poi aggiunge: “Non è responsabilità del presidente della Repubblica risolvere le crisi politiche. Lui ha poteri di controllo come garante dell’unità. Il presidente del Consiglio, invece, ha un ruolo di indirizzo politico. Non può essere il presidente della Repubblica a risolvere problemi politici. Sono ruoli diversi, così dice il disegno di legge che ha modificato solo 7 articoli. Anche gli organi di garanzia non vengono toccati. Si rafforzano solo i poteri del premier con la legittimazione popolare della sua elezione”.

Spero che il clima con le opposizioni cambi

Inevitabile la domanda sui rapporti con le sinistre, che sul premierato hanno scaraventato quasi tremila emendamenti accusando la maggioranza di fare un blitz. “Mi auguro ci sia un cambio di clima ma le premesse finora non sono incoraggianti”, spiega Casellati ricordando di aver fatto “di tutto” per coinvolgere le opposizioni. “Per un anno ho ascoltato le loro posizioni. Sono partita dal semipresidenzialismo, ma dopo il loro secco no ho virato sul premierato. Ci sono stati tentativi di migliorare la stabilità del governo per 40 anni, è arrivato il momento che si cambi”.

La riforma vuole superare le crisi e l’instabilità

I numeri parlano chiaro. “Negli ultimi 10 anni – osserva la ministra delle Riforme – abbiamo assistito a capovolgimenti con governi tecnici, nella scorsa legislatura ci sono stati 3 governi con maggioranze diverse. Sembrava che maggioranza e opposizione fossero vasi comunicanti, non si capiva più quale era l’una e l’altra, tutto ciò ha aggravato l’astensionismo”. Poi un passaggio sui senatori a vita, l’ultima crociata di Pd e 5Stelle. “Le opposizioni fanno ostruzionismo presentando emendamenti in cui dicono di volerne 10, 9, 8, 7… senatori a vita. Non è ostruzionismo questo, sembra la schedina del Totocalcio. Si dicono riformatori ma vogliono lasciare tutto com’è”.

Incredibile pensare di avere una legge elettorale prima

Neutralizzate anche le critiche di chi vorrebbe prima la nuova legge elettorale della riforma. “Mi sono consultata con diversi costituzionalisti. È incredibile pensare di avere una legge elettorale prima della riforma”, dice l’ex presidente del Senato al Festival dell’economia. “All’inizio avevo messo il 55% come premio, non ho pregiudiziali, ho ascoltato le critiche. Deve andare a braccetto con i principi di rappresentatività. Preferisco fare la legge elettorale nel passaggio dalla prima lettura al Senato alla prima lettura alla Camera, così avrò già un’idea. Io penso al 40%, ma la mia è un’opinione dentro i parametri della sentenza della Corte Costituzionale”.

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