Armi in Ucraina, Parolin: “Un’escalation sarebbe incontrollabile. Tutti dovrebbero preoccuparsi”

30 Mag 2024 18:31 - di Eugenio Battisti

Sarebbe una prospettiva inquietante. “La possibilità di utilizzare armi fornite dalla Nato anche sul territorio russo deve preoccupare ogni persona che abbia a cuore le sorti del nostro mondo. Questo potrebbe comportare un’escalation che nessuno potrà più controllare”. Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, commentando il dibattito di queste ore sull’ipotesi del via libera a Kiev per l’utilizzo di armi di attacco e non solo di difesa.

Ucraina, Parolin: un’escalation sarebbe incontrollabile

Siamo impegnati sul piano umanitario, soprattutto sulla questione del ritorno dei bambini ucraini in patria. Un meccanismo che è stato avviato con la visita del cardinal Zuppi a Kiev e a Mosca che sta portando dei frutti. Altri spazi non ci sono” ha aggiunto il segretario di Stato. Parolin ha poi rivolto un appello alla partecipazione alle urne in vista delle europee dell’8 e 9 giugno. “L’approccio della Chiesa non è mai partitista, non possiamo esprimerci in favore o contro dell’uno o dell’altro. Prima di tutto è importante partecipare ed esprimere il proprio voto, perché questo significa attuare ed esercitare la democrazia”. Così il cardinale a margine della presentazione del volume Al servizio dell’Italia e del Papa. Le tante vite di Bernardino Nogara (1870 – 1958) alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Europee, “Non siamo partitisti, ma è importante votare”

“E poi – ha aggiunto – bisogna tenere conto dei valori dei candidati che sono vicini e affini alla sensibilità cattolica. Direi che sono questi i principi ai quali attenerci per quanto ci riguarda”. Riflettori puntati anche sulle finanze vaticane. “Possiamo dire che da parte del Papa c’è stato un grande sforzo per rimettere in ordine le finanze vaticane. E permettere alla Santa Sede di andare avanti con serenità, anche se la situazione generale non è particolarmente favorevole. Soprattutto per quanto riguarda le offerte da parte dei fedeli che tendono a diminuire. Credo che la ricetta sia proprio quella di una credibilità maggiore da parte della Chiesa, essere affidabile e sentirla come affidabile. Io penso che ci sono state anche tante esagerazioni sulle finanze vaticane, non dico fake news ma certamente esagerazioni”, ha concluso il segretario di Stato della Santa Sede.

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