Annullata la preghiera islamica anti Israele al Politecnico di Torino: la diffida del questore

24 Mag 2024 16:09 - di Federica Argento

Dopo la diffida del questore di Torino salta la preghiera islamica del venerdì programmata per il primo pomeriggio nell’aula magna del Politecnico, in questi giorni occupata dagli studenti pro Palestina.
La diffida è arrivata dopo che il rettore, Stefano Paolo Corgnati, in pieno coordinamento con la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, venuto a conoscenza dell’annuncio di svolgimento della preghiera islamica del venerdì presso la sede centrale del Politecnico, ha immediatamente provveduto a inviare richiesta al Prefetto e al Questore di Torino di diffida dallo svolgere funzioni e attività presso le sedi dell’Ateneo nei confronti delle autorità religiose eventualmente coinvolte. Il Rettore e la Ministra “ribadiscono con forza i principi di indipendenza e laicità delle istituzioni universitarie”.

Rettore e ministro Bernini avevano chiesto la diffida

Venticinque senatori e tutti i consiglieri di amministrazione appartenenti ai ruoli interni dell’ateneo hanno immediatamente inviato espressione di pieno appoggio e condivisione all’azione intrapresa dal rettore del Politecnico. Nella loro lettera i senatori hanno espresso “profonda preoccupazione in merito all’annunciato svolgimento di una preghiera islamica del venerdì presso la nostra sede Centrale di Corso Duca degli Abruzzi 24. Rimarcano con forza i principi di laicità della istituzione politecnica; ed esprimono pieno accordo con la richiesta del rettore di diffidare autorità religiose eventualmente coinvolte dallo svolgere funzioni e attività non autorizzate presso le nostre sedi”. Anche i consiglieri di amministrazione, in una lettera, hanno richiamato “il carattere pluralistico e laico di questo Ateneo; l’ineludibile indipendenza istituzionale da ogni condizionamento ideologico, confessionale ed economico”.

I rettori d’accordo con l’annullamento del sermone islamico

“Le università sono luoghi di confronto e di espressione del libero pensiero, ma sono luoghi laici – ha detto Giovanna Iannantuoni, Presidente della Crui ( Conferenza dei rettori delle università italiane)  – . In questo senso, l’annunciata preghiera islamica del venerdì al Politecnico di Torino rappresenta per il sistema universitario un precedente preoccupante. La Crui si affianca alle dichiarazioni del rettore Corgnati e della ministra Bernini nel rivendicare l’indipendenza delle istituzioni accademiche”.

FdI: “La laicità delle istituzioni non è concetto astratto”

Sulla questione lancia l’allarme Fratelli d’Italia. “Se qualcuno pensa che la laicità delle istituzioni universitarie sia un concetto astratto, inviolabile per alcuni e sacrificabile per altri, si sbaglia di grosso: quanto accaduto a Torino, dove l’Università occupata è stata trasformata in una moschea, con tanto di inno alla jihad e preghiera islamica, è semplicemente intollerabile. Quando un’occupazione arriva a veicolare la guerra santa, anche per evitare il concreto rischio di proselitismo, lo sgombero è l’unica soluzione”. Ad affermarlo è Paola Ambrogio, senatrice di Fratelli d’Italia.

“Qui non è in gioco il principio di tolleranza – continua Roberto Ravello, dirigente regionale di Fratelli d’Italia -; ma la completa disgregazione di valori al centro della nostra società. Se passa il messaggio per cui un’occupazione può impedire l’accesso a studenti, docenti e personale universitario; e si può, invece, consentire ad un imam di inneggiare alla jihad e all’antisemitismo, è la fine della società per come la conosciamo. Intere generazioni hanno lottato per la libertà: non saranno certo collettivi, anarchici e antagonisti, ma nemmeno l’Islam radicale, a mettere in discussione ciò che il coraggio e il sacrificio ci hanno donato. E’ un concetto troppo prezioso per essere immolato sull’altare dell’integrazione”.

Non si sono infatti ancora spente le polemiche del sermone, sia in arabo sia in italiano, che si è trasformato in un esplicito invito “a lottare contro lo stato ebraico”, venerdì scorso nei corridoi del Palazzo Nuovo di Torino, sede dell’ateneo ora occupato. Protagonista l’imam Brahim Baya, immortalato in un video pubblicato su YouTube con il titolo: “Cosa ci insegna la Palestina?”. A chiedere che Baya oltre che da imam facesse da “Khatib”, cioè l’oratore che rivolge una breve discorso prima dell’orazione, sono stati gli studenti musulmani. La preghiera è poi saltata per effetto della diffida da parte del questore.

 

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