“Stop agli stupri come arma di guerra”: in Senato adesioni bipartisan al ddl in difesa delle donne

10 Apr 2024 9:15 - di Carlo Marini
violenza donne arma

“Presenterò un disegno di legge che sanzioni le violenze perpetrate sulle donne nei Paesi di guerra come arma bellica, un ddl che sarà aperto a tutti coloro che vorranno dare il loro contributo e vorranno sottoscriverlo. Assieme al supporto del presidente Terzi, del presidente Balboni e delle colleghe Valente e Quartapelle che ringrazio, desidero far partire un messaggio chiaro: soltanto uniti possiamo farcela”. L’annuncio arriva da Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della commissione sul Femminicidio al Senato durante il convegno presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva dal titolo ‘La Violenza sulle donne come strategia di guerra – I casi Israele e Ucraina’.

Il ddl di Susanna Campione (FdI) incassa adesioni bipartisan

Un convegno che ha portato la testimonianza di donne ucraine e israeliane, che hanno consegnato alla platea racconti drammatici. All’evento curato dalla parlamentare di FdI, e moderato dai giornalisti Emma D’Aquino del Tg1 e Stefano Polli, vicedirettore Ansa, ha dato la sua adesione anche la senatrice del Pd Valeria Valente: “Parliamo soprattutto dell’invasione russa in Ucraina e del conflitto Israele-Palestina, ma i conflitti nel mondo sono tantissimi, tutti voluti e agiti quasi esclusivamente dagli uomini e nei quali le donne pagano un prezzo altissimo pure se innocenti”. “Le donne – prosegue Valente, già presidente e attuale componente della Commissione femminicidio, intervenendo al convegno – pagano un prezzo altissimo a partire non dalla loro fragilità ma dalla loro condizione, e dalla loro potenziale forza: il corpo delle donne genera vita ed è ritenuto simbolicamente qualcosa di molto forte, per questo viene violato, umiliato, offeso, vilipeso, mortificato, violentato. Gli uomini tendono attraverso questi gesti a imporre e dimostrare la loro forza, la loro cultura della sopraffazione e il loro potere, su un popolo e su uno stato ma anche su pezzi di libertà e di democrazia conquistati”.

Violenza sulle donne negli scenari di guerra: si muove il parlamento italiano

Dalla senatrice Campione arriva quindi la proposta di un disegno di legge condiviso per contrastare il fenomeno: “Siamo sempre stati disponibili, perché abbiamo sempre lavorato sul fronte della Violenza maschile contro le donne in maniera trasversale: se ci fosse la volontà di mettere al bando nei limiti del possibile e contrastare questo fenomeno, attraverso un disegno di legge, la nostra disponibilità a lavorare in modo trasversale”.

La documentazione completa del convegno (VIDEO)

Al convegno in Senato curato dalla Campione con la partecipazione di Roberta Anati, presidente di Elnet Italia, l’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi ha ripreso quanto anticipato dalla senatrice Campione in merito ad una proposta di legge “per colpire le violenze sessuali applicando quello che è già un principio della giurisdizione universale che esiste già come elemento fondante e che deve essere esteso a livello internazionale. In questo senso – ha osservato Terzi – assume grande importanza la Convenzione di Lubiana-L’Aja che il 14 febbraio scorso l’Ue ed altri Paesi hanno sottoscritto. Essa riguarda la cooperazione giudiziaria contro il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra. È sostenuta complessivamente da 68 Paesi, 32 dei quali hanno già sottoscritto formalmente”.

Terzi: “Stupri di guerra, violenza sulle donne usata come missili”

Quella contro le donne, ha proseguito il senatore di FdI “è una violenza organizzata, sistematica, diretta da Stati criminali e criminali organizzazioni terroristiche che la impiegano nelle loro sporche guerre di distruzione di intere popolazioni e la loro identità”. In riferimento ai casi affrontati nel convegno, Terzi ha poi detto: “Hamas vuole distruggere lo Stato e l’identità di Israele, la Russia vuole distruggere lo Stato e l’identità dell’Ucraina. Il terrore contro i più vulnerabili, le donne i bambini e gli anziani è divenuto su entrambi i versanti un’arma che vale di più persino dei missili ipersonici e delle armi proibite usate nei teatri di queste sporchissime guerre”.  Venendo agli aspetti del diritto internazionale, Terzi ha ricordato che “gli articoli 7 e 8 dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI) del 1998 considerano lo stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità come crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Dal 2007 esiste la UN Agency Sexual Violence Conflict, che si occupa delle violenze sessuali nei conflitti. Nel 2008 la Risoluzione CdS 1820, adottata all’unanimità, ha chiesto protezione specifica per le donne in contesti di guerra in quanto maggiormente esposte al rischio di subire abusi. Un altro strumento normativo è la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne”.

Balboni: “Una barbarie che c’è da sempre, ma che in Ucraina e Israele è ancora più grave”

“L’allarmante fenomeno dello stupro delle donne come strategia di guerra deve essere al centro degli interventi della Corte internazionale dei diritti dell’uomo essendo un fenomeno relativamente nuovo che si affaccia sullo scenario internazionale ed europeo. Pur esistendo da sempre, infatti, la concezione dello stupro della donna come bottino di guerra e come ‘premio’ aggiunto a quelli materiali alla fine di un conflitto, ciò che succede oggi in Israele e in Ucraina è ancora più grave”, ha detto nel suo intervento Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali in Senato. “Attraverso le violenze perpetrate nei confronti di chi genera vita, infatti – ha ricordato il senatore di FdI – la volontà sia dei terroristi di Hamas che dell’esercito russo è quella di negare l’esistenza dei popoli israeliano e ucraino, di annientandoli nella maniera più cruenta e orribile esistente”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *