Sfiducia alla Santanchè bocciata. Centrodestra granitico, l’opposizione perde pezzi

4 Apr 2024 12:30 - di Leo Malaspina

Tutto da copione. Dopo essersi schiantata sulla mozione di sfiducia al ministro Salvini, l’opposizione va a muro anche sulla richiesta di dimissioni del ministro Santanchè. L’Aula della Camera ha detto “no” alla sfiducia con 213 no e 121 sì. Contrari alla sfiducia anche i parlamentari di Italia Viva, con l’opposizione che perde pezzi anche nelle strategie parlamentari. “Si vota una mozione sulla quale sono scritte cose di una inesattezza e di una gravità sotto il profilo politico e giuridico enormi. E’ evidente che si vuole seguire una strada di dare testate anziché di ragionare con la testa”, aveva detto in mattinata Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia. Per poi attaccare la mozione, dal punto di vista tecnico. “Io non chiedo l’informativa di qualche ministro per quanto sta accadendo nella Regione Puglia, né chiedo le dimissioni del presidente della Regione. Mi limito a una riflessione. Non è vero che la mozione pone problemi di ordine politico, è scritta interamente sotto il profilo giuridico, anzi sotto il profilo di una mancata conoscenza giuridica. Bisogna stare attenti a non confondere la politica con la giustizia penale, per questo chiedo ai colleghi delle opposizioni, invece di dare testate contro il muro che la maggioranza è costretta ad alzare, di usare la testa altrimenti continuerete a restare opposizione”.

Sfiducia alla Santanché, l’inutile sceneggiata dei grillini

Ma all’attacco erano andati i soliti grillini, fin da ieri. Emma Pavanelli, deputata M5s, era stata la prima a prendere la parola sottolineando più volte “l’assenza” della ministra nell’aula di Montecitorio e accusando “l’assordante silenzio del governo e di Fratelli d’Italia”. “Siamo arrivati oggi a quattro procedimenti nei quali a vario titolo la ministra risulta coinvolta, per il momento soltanto sfiorata da accuse di concorso in bancarotta e riciclaggio, mentre personalmente indagata per falso in bilancio e per truffa ai danni dell’Inps. I fatti sono gravissimi – attacca Pavanelli – Ci chiediamo come sia possibile ritenersi meritevoli di incarichi di governo nonostante le accuse a carico. Ci chiediamo se non sia più dignitoso, anzi doveroso, un è passo indietro nell’attesa che ogni dubbio sia fugato”. Un disonore per le istituzioni, secondo Giuseppe Conte del M5s, il comportamento di Santanchè.

L’intervista a Tommaso Foti

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