Scuola chiusa per il Ramadan, Valditara: “Senza regole è il caos. L’integrazione non si fa così”

22 Mar 2024 12:50 - di Agnese Russo
Scuola ramadan valditara

Per il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, il caso della chiusura della scuola di Pioltello per il Ramadan è, prima di tutto, una questione di regole. Ed è all’interno di questo perimetro che vanno affrontate poi le riflessioni più ampie che si aprono intorno al caso, da quella sull’integrazione a quella sull’inclusività. Valditara ha ricordato che anche nell’ambito dell’autonomia scolastica “ci sono regole sulle festività e sui giorni del calendario scolastico e vanno rispettate”. “Qualsiasi società democratica vive nel rispetto delle regole, altrimenti – ha avvertito – regnerebbe il caos”.

Valditara: “Il caso della scuola chiusa per Ramadan è prima di tutto una questione di regole”

Intervistato dal Giornale, Valditara ha spiegato che “la legge chiarisce che non spetta all’autonomia delle scuole fissare nuove festività” e che “la legittimità delle decisioni si giudica in base al rispetto delle regole che pone l’ordinamento”. Nel caso di Pioltello, “la Regione Lombardia consente tre giorni di deroga al calendario scolastico regionale. Gli ispettori e l’ufficio scolastico lombardo hanno accertato che il provvedimento di sospensione delle lezioni assunto dalla scuola di Pioltello non era motivato e che la sospensione delle lezioni è stata concessa 4 giorni, cioè un giorno in più rispetto al consentito. Alla luce di questi rilievi, l’ufficio scolastico ha invitato in autotutela ad annullare la delibera».

La ferma condanna di ogni offesa

Dunque, “non si tratta di discriminare questa o quella religione“, ha sottolineato il ministro, invitando a imparare “a misurare le parole”, perché “ho sentito accuse offensive”. Valditara ha condannato con fermezza anche “qualunque offesa al preside o ai docenti che svolgono oltretutto un eccellente lavoro in una realtà difficile. Chi insulta – ha commentato – è un incivile. Detto questo c’è anche chi ha cercato di strumentalizzare l’operato degli uffici del ministero in modo scomposto e indegno”.

Il ministro: “L’integrazione non si fa lasciando i bambini a casa”

Valditara, parlando del fatto che la scuola svolgerà un nuovo consiglio d’istituto, ha spiegato che a suo avviso “una decisione saggia sarebbe quella di tenere la scuola aperta e dedicare il 10 aprile all’approfondimento dei temi oggetto di questo dibattito e al confronto tra religioni per sviluppare un dialogo costruttivo”. “Ecco questa secondo me sarebbe una reale educazione alla cittadinanza”, ha commentato, sottolineando che “si fa integrazione più in questo modo che con una giornata di chiusura che, per altro, creerebbe disagio a parecchi genitori che dovrebbero pagare baby sitter o restare a casa dal lavoro perché la scuola chiude”.

La necessità di classi più equilibrate per una scuola davvero inclusiva

Ma il caso di Pioltello, come rilevato da Maria Sorbi che firma l’intervista, porta con sé anche il tema della forte presenza di bambini stranieri in classe “in una quota superiore al limite del 30%”. “Dobbiamo intervenire per una formazione più equilibrata delle classi e per potenziare la didattica in italiano e matematica per gli studenti stranieri, perché la scuola sia davvero inclusiva”, ha risposto il ministro, ricordando che “altrimenti non si offrono adeguati strumenti formativi per una vera integrazione e i ragazzi che studiano in scuola ‘di frontiera’ rischiano di perdere un anno scolastico”. “È su questo che noi dobbiamo lavorare, cioè dobbiamo far sì che in ogni scuola si possa garantire una formazione di qualità a tutti i giovani, che siano immigrati o che siano italiani. È su questo – ha concluso Valditara – che vorrei che l’opinione pubblica si concentrasse”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *