Mafia a Bari, Gemmato denuncia il silenzio di Pd e M5s: e anche Decaro tace

9 Mar 2024 18:56 - di Vittorio Giovenale
mafia bari

“I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia di Bari hanno chiesto un consiglio monotematico sulle note vicende di infiltrazione mafiosa che riguardano l’Amtab, la più grande municipalizzata a totale controllo pubblico barese. Purtroppo ad oggi non c’è stata risposta dai consiglieri comunali del Pd e del M5s; mi chiedo se non se ne parla nella massima assise cittadina dove se ne dovrebbe parlare?”: lo scrive su Facebook il sottosegretario alla Sanità Marcello Gemmato, in merito all’inchiesta sul voto inquinato dalla mafia a Bari che ha portato all’arresto di 130 persone.

Il 28 dicembre scorso – ricorda – il consigliere comunale Filippo Melchiorre ha cercato di stimolare, mesi prima degli arresti, il sindaco Decaro che più volte interrogato non ha risposto. Risentire oggi dopo mesi le parole del senatore Melchiorre fa venire i brividi, ma ciò che fa più rabbrividire è il silenzio del sindaco Decaro“.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese, è sfociata nell’arresto di 135 persone, ritenute a vario titolo responsabili di reati quali associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, estorsioni, porto e detenzione di armi, illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti e turbata libertà degli incanti.

Tra le figure di spicco finite agli arresti, l’ex consigliere regionale e avvocato Giacomo Olivieri, il quale si sarebbe avvalso dell’influenza degli uomini del clan Parisi-Palermiti, Strisciuglio e Montani di Bari per garantire l’elezione in Consiglio comunale della moglie Maria Carmen Lorusso – ristretta ai domiciliari – in occasione della tornata elettorale del 2019. Oltre che sulla politica, la mafia avrebbe allungato i suoi tentacoli sull’universo imprenditoriale e sulle combine calcistiche, avvalendosi di “talpe” all’interno della Pubblica Amministrazione.

L’inchiesta sulla mafia a Bari è arrivata a toccare anche la giunta della Regione Puglia: è coinvolta nell’inchiesta anche l’assessore dem ai Trasporti della Regione, Anita Maurodinoia (Pd) per un presunto voto di scambio politico-mafioso. La sua posizione sarebbe arrivata all’attenzione della procura nel 2019, anche in seguito alle rivelazioni di alcuni pentiti. Anche in questo caso tutti silenti: a cominciare dal presidente Michele Emiliano.

 

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