Mafia a Bari, Gasparri: “Da Decaro sceneggiata ridicola. Non ha l’immunità solo perché è del Pd”

22 Mar 2024 19:22 - di Luciana Delli Colli
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“Abbiamo auspicato accertamenti, vogliamo che si svolgano. Non accettiamo né auto-assoluzioni né emettiamo sentenze di condanna”. A dirlo è stato il capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri, nel corso di una conferenza stampa tenuta, nella sede di Forza Italia a Bari, insieme al viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, sul tema della nomina di una commissione da parte del Viminale per verificare l’ipotesi di scioglimento per infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale del capoluogo pugliese. “Noi siamo i baresi che difendono la città”, ha detto Sisto, respingendo gli attacchi arrivati dal sindaco Antonio Decaro.

Gasparri: “Da Decaro una ridicola sceneggiata”

”Ci sono state polemiche esagerate sulle nostre iniziative, a tratti con dimensione recitativa. Ho visto le immagini, ‘mi tolgo la fascia, mi rimetto la fascia’, non è questo che serve ora. Non si capiva se era un film o una commedia all’italiana, con pianti, lacrime, dipendenti che applaudivano. Con offese a noi, contumelie. Siamo stati paragonati a Savastano, a Gomorra”, ha sottolineato Gasparri, aggiungendo che la conferenza stampa tenuta da Decaro “era più ridicola che minacciosa, una sceneggiata. Domani ci saranno processioni, cortei. Manco se fosse una Pasqua anticipata di resurrezione, esagerato. Non è morto nessuno”.

“Chiediamo trasparenza, non ci facciamo intimidire”

”Diano spiegazioni invece di elargire minacce da un lato e ricevere benedizioni anzitempo”, ha proseguito Gasparri, chiarendo che ”noi vogliamo trasparenza, vogliamo che queste verifiche possano svolgersi senza suggestioni e condizionamenti. La manifestazione con assoluzione anticipata, la processione e il corteo, tutto ci sembra un’azione intimidatoria nei confronti di un’azione investigativa che nella municipalizzata trova un punto negativo, almeno dalla lettura delle carte”. “Non ci lasciamo zittire da nessuno”, ha quindi avvertito il senatore, sottolineando che “a differenza di Emiliano, dico che la legalità è urgente sempre ma non si può dire che non è urgente perché ci saranno le elezioni. Questa storia non può finire con un’assoluzione e con un’intimidazione. Noi non facciamo investigazioni, le fa lo Stato”.

L’invito a Decaro e alla sinistra: “Accettino la procedura, essere del Pd non dà l’immunità”

Dunque, Decaro e la sinistra “accettino la procedura avviata da un galantuomo come il ministro dell’Interno Piantedosi, che non ha tessere di partito ed è stato un prefetto apprezzatissimo”. “Non è né uno sprovveduto né un avventato, non prende decisioni politiche, anche in passato in situazioni analoghe non ha esitato, anche in Comuni governati dal centrodestra”, ha proseguito Gasparri, sottolineando che “riteniamo che anche nei suoi confronti ci siano state offese e contumelie”. “Non è che se c’è un sindaco del Pd c’è l’immunità. Il collegamento di gestione tra Comune e azienda municipalizzata è totale”, ha quindi chiarito il capogruppo azzurro a Palazzo Madama, rimandando al fatto che “all’esito dei controlli si vedrà se queste pressioni criminali che ci sono state in alcune aziende hanno condizionato o meno l’attività amministrativa. Rispettiamo Bari. Volere chiarezza non vuol dire offendere una città che viene offesa dai sospetti, non certo da chi chiede la verità”.

Sisto: “Vicenda inquietante, Bari e i baresi hanno il diritto di conoscere la verità”

È stato poi Sisto spiegare che ”quando siamo andati da Piantedosi, non abbiamo assolutamente chiesto lo scioglimento che io trovo comunque una macchia per la città. L’accertamento della verità va bene, ma nessuno di noi ha usato neanche minimamente la ‘s’ di scioglimento”. In merito alla visita a Piantedosi fatta dopo l’inchiesta antimafia sulle infiltrazioni criminali nella municipalizzata dei trasporti Amtab, Sisto ha sottolineato che “il gesto dei parlamentari del territorio è stato quello di chiedere al ministro chiarezza, di chiedere cosa è accaduto per evitare che qualcuno potesse pensare che un episodio di questo genere potesse passare sotto silenzio”. “Bari e i baresi, che noi rappresentiamo e abbiamo rappresentato, hanno diritto di conoscere la verità”.

Sisto, quindi, ha sottolineato che quella emersa dalle indagini a Bari è “una vicenda inquietante, difficile da digerire e anche da immaginare. Tutto questo però suggerisce una sola parola per la nostra città: discontinuità. Perché, comunque, se è accaduto che un’azienda è stata controllata con la criminalità che ha spadroneggiato, qualcuno avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto. Non sappiamo se ha tollerato, questo lo verificherà l’inchiesta della Prefettura e del ministro degli Interni. Ma certamente – ha concluso Sisto – c’è bisogno di un cambiamento”.

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