L’intervista. Biondi: “La sinistra pensa che gli elettori siano sciocchi, ma la risposta arrivata dall’Abruzzo è forte e chiara”

11 Mar 2024 16:33 - di Annamaria Gravino
biondi abruzzo

“Non so se esista o meno un modello Abruzzo, certo è l’unico territorio in cui FdI governa sia la Regione sia il capoluogo”. Pierluigi Biondi è il sindaco dell’Aquila, la città da cui tutto è iniziato: nel 2017 è stata il primo capoluogo di regione conquistato da FdI, due anni dopo è arrivato l’Abruzzo con Marco Marsilio, che oggi si riconferma governatore con una vittoria pienissima. Si tratta di un unicum nella storia dell’ente, che mai in trent’anni aveva visto il presidente uscente affermarsi nuovamente per il secondo mandato. Per questo Marsilio, commentando la vittoria, ha rivendicato che “è stata scritta una pagina di storia”.

Sindaco, come ci siete riusciti?

In realtà, noi non stiamo facendo altro che mettere in pratica quello che abbiamo imparato in anni di duro lavoro, militanza, impegno, passione che non sono elementi estranei rispetto a quello che siamo chiamati a fare nelle istituzioni. Credo che quella esperienza ci sia tornata utile, insieme ai valori acquisiti nella nostra vita politica. E poi abbiamo l’esempio Giorgia Meloni, una leader che non molla di un millimetro. Tra virgolette, ci fa sentire quasi inadeguati. Per noi è un punto di riferimento importante, ci spinge a fare sempre meglio.

Eppure, ciclicamente, la sinistra politica e di opinione accusa FdI di essere privo di classe dirigente.

Quando si parla di “modello Abruzzo” io rispondo sempre che c’è un “modello FdI”. Abbiamo una classe dirigente fatta di più generazioni e che ha avuto una formazione basata sull’amore per la nostra Nazione, che poi ha declinato in tutti i modi possibili e immaginabili. Tutta quella gavetta, che è stata una scuola anche di vita, oggi ci torna indietro come bagaglio di esperienze. E quando FdI è chiamato alla prova di governo è in grado di farsi trovare pronto.

È per questo che il Gran Sasso ha fermato il vento sardo?

Per questo, e anche perché il centrosinistra continua a sottovalutare l’elettorato. Pensano che gli elettori siano sciocchi. Questo per noi è buono, ma a loro non fa bene. Continuano a non capire che esiste un popolo che sa discernere, che non si fa ingannare dalle calunnie e dalle cattiverie e che sa anche che per la nostra regione sarebbe stato drammatico far governare il centrosinistra così come si era strutturato in Abruzzo. Loro non sono d’accordo su niente, non si riconoscono neanche vicendevolmente come alleati, figurarsi alla prova di governo.

A questo proposito, crede che i colpi bassi della campagna elettorale abbiano sortito un effetto boomerang per la sinistra?

Penso che sia probabile, perché poi, ripeto, la gente non è che si fa portare a spasso da qualche giornalista calunnioso o da qualche politico che pensa di poter trascinare il dibattito politico su questi terreni. Ed è anche grottesco che lo facciano ancora. Non li ho sentiti parlare di progetti o programmi, li ho sentiti mettere in dubbio l’abruzzesità di Marsilio, la sua preparazione, la sua capacità di attrarre risorse. Hanno parlato di presidente in smart working, di fantoccio di Meloni… Non hanno detto mezza parola sui contenuti e naturalmente poi la risposta del popolo è arrivata chiara, sonora e inequivocabile.

La provincia dell’Aquila è andata particolarmente bene, con un risultato oltre il 61%. Cosa emerge da questo dato?

Che la provincia dell’Aquila è un punto di riferimento importante. Anche l’altra volta diede un risultato lusinghiero a Marsilio e FdI e credo che anche qui paghi il lavoro quotidiano portato avanti con impegno, onestà e dedizione. Poi certe volte riusciamo, certe volte meno, ma il cittadino capisce. E la nostra lealtà alla nostra terra e al compito cui siamo chiamati non è mai in dubbio. Quando ho sentito Marsilio subito dopo il risultato ci siamo detti che era bella questa risposta delle aree interne. Dimostra una volta di più che Marsilio con la sua autorevolezza è il federatore dell’Abruzzo, delle aree interne con le aree costiere.

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