Green pass globale, il governo non ha alcuna intenzione di aderire. Schillaci smentisce le “fake news”

6 Mar 2024 14:03 - di Gabriele Alberti
Green pass

“Il governo non ha alcuna intenzione di aderire al cosiddetto green pass globale dell’Oms“. Forte e chiara la nota del ministro della salute Orazio Schillaci che mette nero su bianco che sul documento sanitario internazionale elaborato sul modello del certificato digitale Covid dell’Ue, l’Italia si chiama fuori. Il ministro scrive: “A seguito dell’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto-legge del 26 febbraio, ritengo utile precisare che il governo non ha alcuna intenzione di aderire al cosiddetto ‘green pass globale’ dell’Oms. In sede di conversione del decreto-legge, verrà presentato un emendamento per riformulare il testo; e ricondurre la norma agli obiettivi Pnrr in tema di salute, a partire dalla piena operatività del fascicolo sanitario elettronico”. Frenate, così le le fibrillazioni che già avevano iniziato a scuotere l’opinione pubblica.

Cos’è il Green passa globale a cui il governo italiano non aderisce

Il ‘Green pass globale’ è il  documento per la condivisione dei dati sulla certificazione vaccinale a livello internazionale. Nasce da un accordo tra l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unione europea risalente al giugno scorso. L’obiettivo è quello di sviluppare, a partire dal modello utilizzato per il Covid,  un sistema da utilizzare in altri casi: come ad esempio, la digitalizzazione del certificato internazionale di vaccinazione o profilassi. Lo strumento – a cui l’Italia non aderisce non metterebbe a rischio, come ha assicurato l’Oms, la privacy e dati sanitari personali. “Ampliare tali soluzioni digitali sarà essenziale per garantire una migliore salute alla popolazione di tutto il mondo”, sostiene l’Ue. Ma non sono mancati i timori e le critiche rispetto al green pass globale, in riferimento alla privacy dei cittadini in materia sanitaria. L’adesione alla rete mondiale di certificazione sanitaria digitale dell’Oms “è volontaria per gli Stati membri dell’Ue”.

FdI: “Bene il ministro Schillaci. Smentite fake news e fibrillazioni create ad arte

“Una volta per tutte sono state smentite le tante fake news a volte circolate per sincera preoccupazione, a volte invece fatte circolare ‘ad arte'”. Sono le parole del senatore di Fdi Franco Zaffini, presidente della Commissione Salute e Lavoro del Senato. “Il ministro della Salute, Orazio Schillaci,  ha fatto chiarezza su eventuali dubbi, qualora ce ne fossero stati, che l’Italia decide del destino dei propri cittadini perché di questo ne fa un argomento di interesse nazionale. Quindi nessuna cessione di sovranità quando si parla di libertà personali e di diritti fondamentali e inalienabili”. “Ovviamente da parte nostra – prosegue Zaffini – c’è massimo rispetto per le autorità sanitarie nazionali e sovranazionali. Ma era opportuno che il ministro, con questo intervento del quale ovviamente lo ringraziamo, mettesse fine alle tante interpretazioni e congetture che a vario titolo erano state fatte. E quindi, ribadisco che, l’Italia col governo Meloni, come era evidente che fosse, deciderà all’occorrenza in piena sovranità e autonomia su qualunque tipo di strumento adottare e su quale sarà il migliore per affrontare eventuali situazioni emergenziali”.

Sul Green passa globale l’Italia decide da sola”

L’adesione alla rete mondiale di certificazione sanitaria digitale dell’Oms è volontaria per gli Stati membri dell’Ue . L’accordo amministrativo firmato dalla Commissione e l’Oms, infatti, “non è vincolante” per “le due organizzazioni”. La digitalizzazione del certificato, inoltre, fa parte della strategia digitale dell’Oms, presentata nel 2020, che punta, in un quadro di ampliamento della sicurezza sanitaria globale, anche attraverso lo sviluppo della telemedicina. Ribadisce il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, quanto chiarito dal ministro sulla non adesione del governo italiano. “Come già comunicato dal ministro Orazio Schillaci, verrà presentato un emendamento – in sede di conversione del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 26 febbraio – per riformulare il testo e ricondurre la norma agli obiettivi Pnrr in tema di salute”. Il governo ha messo a tacere preoccupazioni e speculazioni. Una scelta che rispetta totalmente l’autonomia e la sovranità di Roma, coerentemente con tutti i provvedimenti assunti dall’inizio della legislatura.

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