Di Cesare atto II. La rettrice della Sapienza si dissocia, lei corre ai ripari e “scarica” la compagna Luna

5 Mar 2024 16:59 - di Francesco Severini
Di Cesare

La rettrice dell’Università La Sapienza di Roma Antonella Polimeni esprime “sconcerto” per quanto dichiarato sui social media dalla professoressa Donatella Di Cesare in merito alla scomparsa Di Barbara Balzerani. A nome di tutta la Comunità accademica, Polimeni ricorda “l’altissimo tributo di sangue pagato dall’Università Sapienza nella stagione del terrorismo, conferma la ferma condanna di ogni forma di violenza e prende le distanze da qualsiasi dichiarazione di condivisione o vicinanza a idee, fatti e persone che non rispettano o hanno rispettato le leggi della Repubblica e i principi democratici espressi dalla Costituzione”. A quel punto la prof entusiasta della “compagna Luna” capisce che è andata oltre e cerca di minimizzare.

Di Cesare minimizza e fa la vittima

E tenta anche di rovesciare la frittata, vestendo i panni della vittima con la solita posa altezzosa che la contraddistingue. “Ci sono partiti politici che prendono di mira alcuni intellettuali, e in genere tutti quelli che non la pensano come loro. Questo mi inquieta e mi sconcerta. Perché nulla mi sta più a cuore della democrazia, che oggi vedo in pericolo. Sono sempre pronta a un dibattito aperto sugli anni Settanta. Sarebbe finalmente l’ora. Ma certo le polemiche pretestuose non servono”. Il suo post su X, poi cancellato, dopo la morte Di Barbara Balzerani, così recitava:  ‘La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee. Con malinconia un addio alla compagna Luna’.

Di Cesare: anni Settanta portatori di grandi conquiste

La Di Cesare così si giustifica:  “Appartengo a quella generazione, ma non ho mai condiviso in nessun modo i metodi violenti”, dice a LaPresse. “Lo dimostra quello che ho detto, scritto e insegnato. Volevamo una trasformazione radicale della società, un mondo senza guerre, senza discriminazioni e ingiustizie sociali. Alcuni hanno preso la via della lotta armata. Nulla si risolve ricorrendo alle armi. Ma restano gli anni Settanta, una stagione anche di grandi conquiste, senza le quali l’Italia non sarebbe oggi il paese democratico che è e che deve restare”, ha concluso.

Attacchi da destra e da sinistra: ma una così può insegnare?

Ma le polemiche non diminuiscono. Anzi. La docente riceve critiche da destra e anche da sinistra per una volta concordi su un punto: diversi esponenti politici di entrambe le parti, infatti, si chiedono cosa abbia da insegnare una che ha le stesse aspirazione rivoluzionarie di una terrorista. E Matteo Salvini in serata chiude il cerchio: “In cattedra alla Sapienza e molto spesso ospite dei salotti tivù di La7. Un inaccettabile insulto alle vittime del terrorismo rosso”. Così a commento di un’immagine della Di Cesare con su scritto “Vergogna”.

 

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