Meloni incontra Orban che promette: mi muoverò per un equo trattamento

1 Feb 2024 9:34 - di Eugenio Battisti

Faccia a faccia notturno a Bruxelles tra la premier Giorgia Meloni e Viktor Orban. Sul tavolo anche il caso Ilaria Salis, scoppiato in seguito alle immagini delle catene con cui è stata condotta e tenuta nell’aula del processo l’anarchica  italiana. L’attivista milanese, militante della ‘banda del martello’  è accusata di gravi lesioni (avrebbe aggredito e picchiato) contro alcuni manifestanti di estrema destra. “Ho raccontato tutto nei dettagli alla premier Meloni”, ha detto il premier ungherese garantendo l’impegno a garantire tutti i diritti. I due si sono parlati per circa un’ora all’Hotel Amigo di Bruxelles alla vigilia del difficile Consiglio europeo straordinario di oggi. 

Salis, Meloni vede Orban, faccia a faccia di un’ora

“Le ho detto che la magistratura non dipende dal governo ma dal Parlamento. L’unica cosa che sono legittimato a fare è fornire i dettagli sul suo trattamento in carcere. Ed esercitare un’influenza perché abbia un equo trattamento”. La detenuta italiana “ha potuto fare delle telefonate e non è stata isolata dal mondo: non è corretto dire così”, ha precisato Orban. In serata un portavoce del premier ungherese aveva definito “altamente discutibile la credibilità dell’indagata, come dimostrato dalle false dichiarazioni rilasciate sulla sua istruzione e sulla sua situazione famigliare. I reati in questione sono gravi, sia in Ungheria che a livello internazionale”.

Il premier ungherese: saranno garantiti tutti i diritti

Da giorni il caso è al centro di fitte interlocuzioni diplomatiche tra Roma e Budapest. Dopo l’interessamento della Farnesina, non è un caso che nelle ultime 48 ore la premier abbia scelto la linea del silenzio, in attesa di fare il punto direttamente con il primo ministro ungherese. Palazzo Chigi intende seguire il dossier con le stesse modalità adottate per Patrick Zaki. Nessuna soluzione diplomatica è possibile alimentando polemiche con lo Stato estero con cui si deve trattare. Di qui l’indicazione a ministri e gruppi parlamentari di astenersi da qualunque commento, anche per evitare la politicizzazione di una vicenda giudiziaria da parte dell’opposizione, che anche in questo caso non ha esitato a montare una polemica sui ‘pericolosi rapporti’ tra Italia e Ungheria.

Tajani: rispetto dei diritti, ma nessuna interferenza

Linea condivisa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ieri ospite di Porta a Porta si ben guardato dall’accendere i toni. “Il governo italiano ha fatto tutto ciò che serviva per garantire il rispetto delle norme europee sul trattamento dei detenuti. Ma non può entrare nel merito della vicenda che riguarda Ilaria Salis”. Insomma rispetto dei diritti dell’imputata ma nessuna interferenza sul processo. Per questo non sono piaciute alla premier le dichiarazioni di Matteo Salvini che prestano il fianco alle polemiche delle opposizioni.

Fitte interlocuzione tra la Farnesina e Budapest

La Farnesina, a quanto risulta da fonti vicine, si starebbe muovendo per convincere le autorità ungheresi a spostare Salis in un istituto penitenziario. Che le garantirebbe condizioni di detenzione più dignitose, sempre con l’obiettivo finale degli arresti domiciliari in Ungheria (e a quel punto si potrebbe far valere la convenzione in essere tra Roma e Budapest e chiedere l’esecuzione della misura in Italia).

 

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