Meloni a testa in giù: il gesto d’odio del presidente di Museo nominato dalla sinistra. Questa è la loro cultura

12 Feb 2024 16:48 - di Luciana Delli Colli
meloni testa in giù

Come i gruppettari dei centri sociali: il presidente del Museo civico di Ostuni, Luca Dell’Atti, ha pubblicato una foto di Giorgia Meloni a testa in giù nelle proprie storie Instagram. Il profilo attualmente risulta privato, ma la vicenda è stata denunciata dal gruppo di FdI alla Regione Puglia, sottolineando che “quello compiuto da Luca Dell’Atti è un gesto vergognoso di una gravità inaudita e chiediamo che il sindaco di Ostuni provveda immediatamente a revocare l’incarico, non sappiamo se conferito più per meriti culturali o per impegno elettorale profuso nella lista della coalizione”. Alle elezioni comunali della scorsa primavera Dell’Atti è stato candidato in una civica a sostegno del sindaco Angelo Pomes.

Sinistra in silenzio sulla foto di Meloni a testa in giù

Il capogruppo regionale di FdI Francesco Ventola, insieme ai consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro, ricordando che si tratta di “un nominato dal centrosinistra locale perché persona di ‘cultura’“, hanno sottolineato che “nessuno del Pd si scandalizza, nessuno pretende scuse, nessuno che chiede di abbassare i toni”. “La conferma del doppiopesismo morale di questo centrosinistra pugliese”, hanno commentato. “Chi decide di ricoprire un ruolo – hanno aggiunto – lo deve fare in maniera equilibrata, serena e nel rispetto delle Istituzioni e quindi Dell’Atti deve essere immediatamente rimosso. Alla presidente Meloni – hanno concluso i consiglieri – tutta la nostra solidarietà”.

Foti: “Esprimere le proprie idee non può essere un incitamento alla violenza”

A sottolineare che “occorre un’unanime condanna” è stato anche il capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, parlando di “azioni irresponsabili, che alimentano un clima d’odio, dovuto a comportamenti sopra le righe che con la cultura e la politica nulla hanno a che spartire”. Per Foti “è inquietante che il direttore di un museo, nel caso che qui interessa quello di Ostuni, utilizzi contro Giorgia Meloni i propri canali social raffigurandola a testa in giù”. “Il sacrosanto diritto ad esprimere le proprie idee non può sconfinare in un chiaro incitamento alla violenza”, ha avvertito l’esponente di FdI, ricordando che “il direttore del Museo di Ostuni, all’evidenza non pago di quella rappresentazione, ha pensato bene anche di disconoscere e schernire il Giorno del Ricordo”. “La rimozione dall’incarico del direttore del museo di Ostuni non può tardare oltre poiché, diversamente, avallerebbe comportamenti vergognosi e censurabili sotto più profili”, ha quindi concluso Foti.

La solidarietà a Meloni e la richiesta di dimissioni di Dell’Atti

Richiesta di dimissioni di Dell’Atti e solidarietà a Meloni sono arrivate anche, tra gli altri, dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e dal senatore Ignazio Zullo. “Questa volta la sinistra romperà il muro del silenzio? Chiederanno le dimissioni di una persona il cui profilo è evidentemente più adatto a frequentare il centro sociale Askatasuna che a dirigere un museo comunale? O a Brindisi, come a Torino, la sinistra santificherà chi propone la violenza come metodo di lotta politica?”, ha chiesto Delmastro, lanciando una provocazione: “Per l’ipotesi che ancora una volta cali il silenzio, provo a fare una modesta proposta: il sindaco di Torino potrebbe caricarsi questo scienziato per dirigere Askatasuna, suo nuovo fiore all’occhiello”. È stato poi Zullo a sottolineare che nel caso Dell’Atti non si dimettesse “è necessario che il sindaco di Ostuni e l’amministrazione provvedano immediatamente a revocargli l’incarico”.

Le “scuse umane” di Dell’Atti a Meloni

Di fronte alla pressante richiesta di dimissioni, Dell’Atti ha poi rivolto “le mie scuse umane, sincere e sentite” a Giorgia Meloni, definendo “di pessimo gusto” l’immagine “che ho, improvvidamente, postato sulle mie storie Instagram”. “L’ho fatto sull’impeto di una critica (poco attenta nelle modalità) sulle posizioni assunte dalla presidente del Consiglio con riferimento alla ‘giornata del ricordo'”, ha aggiunto. Poi, chiamando a testimoni “la mia famiglia, la mia storia politica, la mia professione, le mie amicizie”, Dell’Atti ha sostenuto che “per i miei valori e la mia sensibilità, non potrei neppure concepire di augurarmi la morte di qualcuno”.

L’idea che postare la foto del premier a testa in giù sia, in fondo, una ragazzata…

Quanto al passo indietro neanche a parlarne, anche perché per Dell’Atti “una storia Instagram non ha a niente a che fare con la gestione del Museo di Ostuni. Riconosco la totale inopportunità della pubblicazione, che infatti ho provveduto a rimuovere, ma respingo qualunque accusa relativa alla ‘agibilità democratica’ della gestione del Museo, come qualcuno ha detto”. E ancora: “Si è trattato di uno scivolone di cattivo gusto, che ha trovato luogo su un social, che (per ragioni anche anagrafiche) sono abituato a gestire come uno spazio personale. Non certo in pubblica piazza, o sui giornali o ancora nell’esercizio delle mie funzioni di rappresentanza del Museo”. Immancabile poi la recriminazione sulla “gogna” di cui sarebbe finito vittima e di fronte alla quale “non sono disposto a consentire che la mia persona e la mia figura siano infangate per una reazione mediatica indebita e fuori controllo”. Insomma, nella lettura di Dell’Atti postare la foto del presidente del Consiglio a testa in giù sarebbe, in fondo, una ragazzata che non merita né risalto mediatico né dimissioni.

Il sindaco di Ostuni si riserva di “assumere ogni decisione per tutelare l’istituzione”

“Questa circostanza rappresenta un danno all’immagine della nostra città ed al percorso virtuoso avviato”, ha commentato il sindaco di Ostuni Angelo Pomes, affermando una “piena presa di distanza da quanto pubblicato a titolo personale dal presidente del Museo”. “In attesa di incontrarlo per gli opportuni chiarimenti, mi riservo di assumere ogni e qualsiasi decisione per tutelare l’istituzione e tutto il lavoro portato avanti in questi mesi dall’amministrazione comunale”, ha concluso il primo cittadino.

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