Mantovano: “La nostra sicurezza legata alla stabilità dell’Africa”. Allarme migranti degli 007

28 Feb 2024 14:08 - di Sveva Ferri
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Non solo Ucraina e Medio Oriente. “Il 2023 ha reso ancora più evidente la stretta correlazione tra la nostra sicurezza e la stabilità politica dell’Africa“. A sottolinearlo è stato il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla presentazione pubblica della “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza”, curata dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. “C’è poca consapevolezza del lavoro che la nostra intelligence svolge e in modo particolare nel contesto africano”, ha continuato Mantovano, che ha la delega per la Sicurezza della Repubblica.

Il Rapporto dell’intelligence sulla sicurezza e la centralità dell’Africa

Nel Rapporto – presentato insieme al presidente del Copasir Lorenzo Guerini, al direttore generale del Dis Elisabetta Belloni, al direttore di Aise Giovanni Caravelli e al direttore di Aisi Mario Parente – sono affrontati analisi e rischi dei principali scenari e fattori di crisi: dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente alla situazione nei Balcani e nell’Indo-Pacifico, dall’impatto geopolitico dei cambiamenti climatici a quello del reperimento delle materie prime, alla disinformazione all’intelligenza artificiale, fino alle attività della criminalità organizzata e alle spinte eversive. Si tratta di piani che spesso si sovrappongono, in una rete di spinte e interessi che impattano sulla sicurezza nazionale e sugli equilibri internazionali. In questo contesto è emersa con forza la centralità dell’Africa, non a caso al centro delle mire di Russia e Cina. Lo stesso rapporto del Copasir, atteso per maggio, avrà un focus sul Continente, come anticipato da Guerini, che ha sottolineato a sua volta che “se non ci occupiamo noi dell’Africa sarà lei a occuparsi di noi”.

Il ruolo e le mire di Cina e Russia nel Continente

“In uno scenario globale profondamente influenzato dallo scoppio della crisi di Gaza e dal perdurare del conflitto ucraino, l’analisi dell’Intelligence ha colto, in pressoché tutti i contesti presi in esame, un’accelerazione delle dinamiche competitive, sia di natura endogena che esogena, che hanno reso più fragili gli assetti statuali. Lo scenario africano si è presentato particolarmente articolato, altresì a causa dell’accresciuta presenza, anche militare, di attori extraregionali”, si legge nel rapporto, che sottolinea come “in particolare, l’indebolimento delle strutture istituzionali e la ripresa della conflittualità tra fazioni ed etnie hanno fornito spazi per una più incisiva presenza in quei territori di attori globali quali Russia e Cina”. Mosca e Pechino, si legge ancora nella relazione, vogliono “trasformare il Continente in un campo di competizione geopolitica con l’Occidente, spostandone il baricentro in direzione del cosiddetto Sud Globale che, proprio nel 2023, ha cominciato a esprimere un peso politico maggiore nei grandi consessi internazionali (Assemblea Generale Onu), rendendo problematica la gestione multilaterale delle crisi in corso”.

L’immigrazione irregolare una sfida per l’Europa e l’Italia

L’Africa, la sua instabilità, la possibilità che venga utilizzata come strumento di pressione nei confronti dell’Occidente, significa anche immigrazione. Nel rapporto dell’Intelligence viene sottolineato come “l’immigrazione irregolare ha rappresentato, anche nel corso del 2023, una sfida per l’Europa e per l’Italia, cui è corrisposto un accresciuto impegno delle Istituzioni nazionali e internazionali nella prevenzione delle partenze, nell’attività di ricerca e soccorso in mare e nell’accoglienza dei migranti”. L’analisi – ricordando che dall’Africa “origina il 90% dei flussi diretti in Italia”, che sulla rotta del Mediterraneo centrale si registra “l’attivismo di gruppi e network criminali” e che “non può inoltre trascurarsi il potenziale bacino di radicalizzazione rappresentato da soggetti ‘a rischio’ provenienti o transitanti da aree interessate dalla recrudescenza jihadista” – sottolinea che “quello migratorio è un fenomeno globale, che va necessariamente affrontato e gestito attraverso la cooperazione internazionale, cui contribuisce nel suo perimetro di competenza anche l’Intelligence, in particolare per gli Stati di frontiera come l’Italia”.

Flussi legali, lotta ai network criminali e cooperazione per contrastare il fenomeno

“Due ne sono le direttrici fondamentali: favorire l’azione di contrasto (disincentivare i flussi illegali favorendo forme di migrazione legale, aumentare i rimpatri degli immigrati irregolari, perseguire i network criminali) e arginare le cause scatenanti dei flussi (attraverso politiche concrete di aiuto ai Paesi di origine per migliorare le condizioni di vita, lavorative e sociali onde disincentivare la spinta a migrare irregolarmente)”, spiega ancora nella relazione, di fatto sancendo la correttezza delle scelte compiute dal governo sia nello specifico delle politiche migratorie sia nella visione complessiva incarnata dal Piano Mattei.

Il ruolo di Mosca nella disinformazione, Mantovano: “L’Intelligence ci lavora da tempo”

Tra i fattori di rischio connessi a doppio filo alle dinamiche destabilizzanti messe in atto dalla Russia c’è anche quello della disinformazione, anch’esso affrontato da Mantovano. Il tema “non è sconosciuto all’intelligence, che lavora da tempo sul punto. Quando arriverà questa comunicazione del presidente Zelensky, sarà esaminata in quadro conoscitivo che è già ricco e consolidato”, ha detto il sottosegretario, rispondendo a una domanda sulla lista di filo-putiniani che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky presenterà alla Commissione europea. Mantovano ha evidenziato la necessità di garantire “un equilibrio attento tra la manifestazione delle opinioni” e la “tutela degli interessi nazionali”. “All’intelligence compete verificare” se all’espressione di una posizione, “anche ideologica molto forte non corrisponda una campagna di disinformazione che abbia alle spalle una regia straniera”. L’intelligence è “attrezzata e pronta, se c’è un contributo ulteriore sarà esaminato”, ha assicurato il sottosegretario, mettendo anche in guardia dai rischi in questo campo legati all’Intelligenza artificiale, che è anche fra i temi principali della presidenza italiana del G7.

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