Istat, la fiducia dei consumatori cresce per il quarto mese di fila. I dati “gelano” di nuovo i gufi

28 Feb 2024 13:28 - di Angelica Orlandi
Istat

A febbraio 2024 l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta da 96,4 a 97,0. Lo indica l’Istat che certifica per il quarto mese consecutivo il clima di ottimismo degli italiani. Per i consumatori si evidenzia un’evoluzione positiva delle valutazioni sulla situazione personale e su quella corrente. Le opinioni sulla situazione futura rimangono sostanzialmente stabili rispetto al mese scorso. Entrando nel dettaglio, il clima personale aumenta da 93,9 a 95,2 e il clima corrente cresce da 95,8 a 97,0; il clima futuro rimane sostanzialmente invariato (da 97,2 a 97,1), mentre il clima economico diminuisce da 103,1 a 102,0, ma il dato ovviamente è frutto del combinato disposto del clima internazionale funestato da due guerre in corso.

Istat: cresce da novembre l’indice di fiducia degli italiani

L’indice di fiducia dei consumatori continua a crescere, senza interruzioni, dallo scorso novembre. Quattro mesi indicano un trend lusinghiero, che immette fiducia in un clima economico globale complicato. L’indice raggiunge il livello più elevato da giugno 2023. La salita dell’indice è dovuta al miglioramento dei giudizi sulla situazione finanziaria della famiglia. Evoluzione coerente con l’andamento positivo delle opinioni sul risparmio e sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli nella fase attuale, rileva l’Istat. Il dato rappresenta un altro tassello che si inquadra nel clima di fiducia instaurato dal lavoro serio e responsabile del governo. Sappiamo che i dati reali spiacciono agli opinionisti dei giornaloni antigovernativi. Anche nei talk show, se qualcuno mette in fila i risultati economici positivi ottenuti dal governo Meloni, vediamo facce scure, quasi irritate. Forse perché non possono prendersela con l’istat, con le agenzie di rating, con l’Ocse, agenzie autonome e super partes che fotografano dati di fatto. Invece quest’ennesimo dato sull’indice del clima di fiducia piace alle associazioni di categoria.

Istat, Codacons. “Segnale positivo che si aggiunge alla frenata dell’inflazione”

Sottolinea il Codacons:  “La crescita del tasso di fiducia dei consumatori aumenta anche a febbraio e rappresenta senza dubbio un segnale positivo per l’economia italiana. Ma preoccupa la riduzione dello stesso indice per le imprese”, annota l’associazione. A febbraio 2024 il clima di fiducia delle imprese diminuisce, rimanendo comunque sul livello medio degli ultimi sei mesi, rileva l’Istat. “La frenata dell’inflazione registrata negli ultimi mesi; e la forte riduzione delle bollette di luce e gas rispetto ai valori record degli ultimi due anni, stanno avendo impatti positivi sulle aspettative delle famiglie italiane: in particolare sul fronte della situazione personale“, spiega ancora il Codacons.

Udicon: “Luce in fondo al tunnel”

Udicon (Unione difesa dei consumatori) sottolinea il segnale positivo “che riflette il miglioramento delle condizioni economiche generali. I consumatori italiani, finalmente, stanno vedendo la luce alla fine del tunnel: dopo due anni di rincari delle bollette di luce e gas e un alto tasso di inflazione che ha impattato pesantemente sui bilanci familiari. Questa crescente fiducia è attribuibile in parte alla recente frenata dell’inflazione, accompagnata da una significativa riduzione delle spese energetiche. Tuttavia, è fondamentale restare prudenti”, sottolinea il  presidente nazionale di Udicon, Martina Donini.

I distinguo di Confesercenti e Federconsumatori

Possiamo attenderci di meglio? Certo. Non siamo qui a intonare peana, migliorare consumi e aspettative è un desiderio di tutti, al netto dei soliti gufi. Il paese delle meraviglie non c’è e basta guardare alla crisi tedesca per rendersene conto con obiettività. Pertanto, portiamo a casa il risultato che da novembre l’indice di fiducia segna un trend positivo. Poi i distinguo che fa, ad esempio, Confesercenti, sono legittimi.  “La frenata dei prezzi dà un’iniezione di fiducia ai consumatori, ma non al commercio. Le rilevazioni Istat confermano il progressivo miglioramento del clima delle famiglie, il cui indice cresce, senza interruzioni, dallo scorso novembre, in coincidenza con il rallentamento dell’inflazione. Per il commercio al dettaglio, però, febbraio resta un mese freddo, non solo dal punto vista climatico”. Chi -come Federconsumatori– lamenta ancora le difficoltà di tante famiglie, “che il governo non può sottovalutare”  può essere rassicurato da un’azione di governo che sui più deboli si è dimostrata sempre. Fin dalla manovra finanziaria.

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