Sergio: la Rai non è TeleMeloni, chi protesta soffre perché non comanda più. Approvato il contratto di servizio

19 Gen 2024 9:41 - di Redazione

TeleMeloni? “C’è stato solo un riequilibrio”. Lo ha detto l’ad Roberto Sergio, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ in occasione dell’approvazione da parte del Cda del contratto di servizio e del piano industriale. Quanto alle molte promozioni nelle redazioni, Sergio sottolinea: “I piani editoriali, che prevedono le promozioni” hanno avuto l’ok dei comitati di redazione. “Chi protesta soffre di non governare più l’azienda”.

Infine, una battuta sull’esodo di Fabio Fazio, che ora raccoglie buoni ascolti sul Nove: “Se ci avesse aspettato — spiega Sergio — lo avremmo confermato, magari rivedendo la parte economica”. Lasciando intendere ciò che tutti sanno: che cioè Fazio si è fatto i suoi conti e ha lasciato la rai per ragioni economiche.

Anche il dg Rai Giampaolo Rossi è intervenuto in un’intervista al Corriere sul nuovo contratto di servizio.  “Abbiamo il canone più basso d’Europa, se la Rai deve sostenere la filiera dell’audiovisivo le risorse non possono ridursi, anzi”.

Alla domanda se l’azienda chiederà d’innalzare i tetti pubblicitari, Rossi replica: “Oggi il sistema si regge su un equilibrio tra tv commerciali e servizio pubblico che garantisce la tenuta del sistema televisivo italiano. Ogni modifica rischia di alterarlo”.

Sulle risorse necessarie a mantenere invariato il perimetro occupazionale facendo crescere al contempo gli investimenti di 225 milioni, Rossi spiega che le risorse verranno attinte “dal piano immobiliare ma – aggiunge – valorizzeremo anche una quota di Rai Way, mantenendo la maggioranza e garantendo le prospettive di sviluppo industriale della controllata”.

Soddisfazione per l’approvazione del contratto di servizio da parte del ministro Mimit Adolfo Urso. “L’approvazione, a larga maggioranza e senza voti contrari, del nuovo contratto di servizio da parte del consiglio di amministrazione della Rai rappresenta una svolta per il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo. Questo risultato, ha aggiunto, riflette un impegno condiviso per l’eccellenza, la diversità e la qualità nei contenuti offerti dalla Rai”.

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