Schlein e Conte, stretta di mano alla presentazione del libro di Speranza. Ma sull’intesa è ancora fumata nera

30 Gen 2024 19:44 - di Lisa Turri
conte schlein

Stretta di mano tra i flash dei fotografi, in prima fila per il faccia a faccia tra Elly Schlein e Giuseppe Conte dopo lo strappo sulla Rai. L’occasione, la presentazione del libro di Roberto Speranza ‘Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute’, centrato sulla esperienza da ministro della Salute ai tempi del Covid. E in platea c’è tanto governo giallorosso. Oltre al premier Conte, Pier Paolo Sileri che era viceministro alla Salute con Sandra Zampa sottosegretaria. E poi Stefano Patuanelli e Dario Franceschini seduto accanto a Massimo D’Alema. Pierluigi Bersani è invece tra la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, è un pezzo del Cts di allora tra cui Giovanni Rezza. Tutti a consolare Roberto Speranza per il flop della prima edizione e per la pioggia di critiche che gli piovono addosso quando si torna ai tempi funesti della pandemia.

Non proprio la cornice più benaugurale, dunque, per ricucire l’alleanza Pd-M5S ma Schlein ci prova lo stesso. “Io mi auguro che da quella esperienza” della pandemia, “noi traiamo delle cose che possiamo fare insieme come opposizioni: la scuola, la sanità, la casa. Davanti a quello che stanno facendo non e’ vero che l’alternativa non c‘è”.

E ancora: “Ringrazio Speranza, Conte e tanti altri di quel governo per aver fatto quello che ha fatto durante la pandemia e per come lo ha fatto ovvero ascoltando. È stata la chiave per far scelte difficili, anche impopolari”.

Nulla di sbagliato, dunque, secondo i politici presenti. Pronti a rifare tutto. “Io sono dispiaciuto per la commissione Covid, non preoccupato, – afferma Giuseppe Conte – perché quella commissione sarà un boomerang per chi l’ha concepita come un plotone d’esecuzione e perché troveremo il modo per verificare perché ci siamo trovati impreparati, con una sanità impreparata. Non possono sfuggire”.

L’evento serve in ogni caso a ridare ossigeno alla traballante intesa Pd-M5S. Ma con le solite mezze frasi, mantenendo una ambiguità di fondo che né gli uni né gli altri hanno intenzione di superare. “Ci sono sicuramente delle ferite da ricucire – dice Schlein –  io sono nuova ma non faccio che incontrare gente che mi dice ‘costruite l’alternativa’. Io dico che questa responsabilità ce l’abbiamo. Nonostante le scelta sbagliate del governo Meloni, loro una coalizione ce l’hanno. Sono divisi, ma anche dove si spaccano, riescono a ricompattarsi. Le differenze tra noi” e i 5 Stelle “ci sono, ma molti sono i punti di convergenza su una visione del futuro del paese. Lavoriamo con pazienza sui temi. E io sono convinta che su tanti temi è possibile trovare”.

“Non è che se ci si mette d’accordo si vince – ribatte Conte – La prospettiva è cambiata, ne dobbiamo prendere atto, siamo all’opposizione, la viviamo in modo costruttivo” ma “non costruiremo un cartello elettorale come fa la destra. La nostra responsabilità deve essere, perché ne abbiamo il tempo, di costruire non un progetto di governo per necessità ma per reale affinità di temi e programmi”. Conclusioni: al di là delle foto opportunity nulla. Divisi sono entrati e divisi sono usciti. L’unica cosa che li unisce è la difesa del modo di operare del governo Conte 2 durante l’emergenza Covid.

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