Ribollono le piazze tedesche, Afd sotto accusa. Mennitti: il nazismo non c’entra, i tedeschi temono la crisi

22 Gen 2024 17:05 - di Vittoria Belmonte
Germania Afd

In tutta la Germania centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a favore della democrazia e contro l’estremismo di destra. Piazze che vedono come un pericolo l’ascesa del partito di estrema destra Afd. A Berlino, secondo le stime della polizia, fino a 100.000 persone hanno manifestato davanti al Bundestag. A Monaco e ad Amburgo le proteste sono state sospese perché la gente era troppa. In tutto più di un milione di persone è sceso in piazza.

L’incontro con Martin Sellner che ha acceso le proteste

Ma cosa ha acceso le proteste? Un incontro – sottolinea Frankfurter Allgemeine Zeitung – tra esponenti di spicco del partito di estrema destra Alternativa per la Germania e Martin Sellner, “un ideologo estremista austriaco escluso dal Regno Unito e dagli Stati Uniti per motivi di sicurezza pubblica”.  Lo scandalo nasce dal fatto che all’incontro – riportato per la prima volta dal sito investigativo Correctiv – si sarebbe parlato di “deportazioni di massa e altre idee incendiarie con Sellner in un’elegante villa in riva al lago, la Landhaus Adlon”. Il tutto a fine novembre. 

Afd ha allontanato l’esponente presente all’incontro “incriminato”

L’Afd è subito finita nel mirino e la leader Alice Weidel “ha licenziato il suo più stretto consigliere”, che era presente all’incontro finito sul banco degli accusati. Una mossa non sufficiente a frenare le proteste cui ha fatto seguito la richiesta di scioglimento dell’Afd da parte di diversi esponenti politici tedeschi. Ma cosa sostiene Martin Sellner?  “È convinto che le società siano degradate da un’eccessiva mescolanza culturale e che il multiculturalismo incontrollato sia alla base di molti dei problemi dell’Europa moderna. La proposta firmata da Sellner è “remigrazione”, che secondo lui significa allontanamento forzato degli immigrati che infrangono la legge o “rifiutano di integrarsi”, indipendentemente dal loro status di cittadinanza”. 

Mennitti: Afd partito che con FdI non c’entra nulla

L’atmosfera politica tedesca è surriscaldata, ma non solo per le imminenti elezioni europee. Il giornalista freelance Pierluigi Mennitti, che vive a Berlino, spiega che i problemi sono due: da un lato il fatto che i giornali italiani parlano di tutta questa vicenda solo in chiave anti-Meloni. Dall’altro la particolare struttura regionale di Afd che lo rende un partito molto diverso da quelli italiani strutturati attorno a una leadership certa.

Perché Afd ha successo tra i tedeschi

“Afd – dice Mennitti – è un partito estremamente frammentato, di impronta nazionalista ma senza un leader forte che ne rappresenti la linea e l’immagine. E’ un partito che con Fratelli d’Italia non ha nulla a che spartire. Ma ha molto successo tra i tedeschi, complice una crisi economica che in Germania arriva in modo serio e dopo decenni di benessere. Afd cresce soprattutto nelle regioni orientali”. Il successo del partito nazionalista tedesco si spiega anche col fatto che l’ immigrazione ha creato fenomeni di ingovernabilità in molti campi.  “La Germania – aggiunge Mennitti – ha coltivato l’idea un po’ presuntuosa che si potessero integrare oltre un milione di  persone arrivate dal 2016 in poi senza controlli. Un’utopia. E anche questo dato ha creato la situazione odierna”.

Afd rilancia e ipotizza una Brexit tedesca

L’Afd intanto rilancia e ventila l’ipotesi di un referendum per portare la Germania fuori dall’Ue, sul modello della Brexit.  In un’intervista al Financial Times, Alice Weidel, dal 2022 co-leader della formazione di estrema destra, ha detto che potrebbe essere favorevole ad una consultazione su una ‘Dexit’ qualora il suo partito non fosse in grado di portare a termine profonde riforme alle regole dell’Ue.

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