Il presidente dell’Unione Africana, Assoumani: “Riponiamo molta speranza nel G7 italiano”

29 Gen 2024 14:37 - di Agnese Russo
presidente unione africana

“L’Africa ripone molta speranza nella presidenza italiana del G7”. A dirlo è stato il presidente dell’Unione Africana, Azali Assoumani, intervenendo al vertice Italia-Africa al Senato, a Roma. Il summit “rappresenta un’eccellente opportunità per promuovere sempre di più i legami molto forti che uniscono l’Italia al nostro continente”, ha sottolineato Assoumani, ricordando “la cooperazione franca e sincera che poggia sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi che l’Italia mantiene con l’Ua”.

Il presidente dell’Unione Africana: “Riponiamo molta speranza nella presidenza italiana del G7”

Quindi, il presidente dell’Unione Africana ha spiegato di “rallegrarsi” per “i temi posti all’ordine del giorno del vertice e spero che l’Italia possa agire a favore dell’accelerazione di iniziative faro del G7 volte a stimolare investimenti e migliorare l’offerta di infrastrutture di alta qualità nei paesi a basso reddito e a reddito medio”. “Al centro dei nostri dibattiti – ha aggiunto il presidente delle Comore – dovremo parlare del piano Mattei e noi siamo a vostra disposizione per avere scambi su una cooperazione benefica per ambo le parti, basata sulla considerazione degli interessi economici collettivi dei nostri Paesi”.

L’importanza di sviluppare il potenziale dell’Africa per contrastare flussi migratori “micidiali per gli africani”

“È essenziale lavorare in sinergia per mettere a frutto il potenziale dell’Africa, per sviluppare sempre di più il continente, per rafforzare la nostra partnership, ma soprattutto per porre fine ai flussi migratori che spesso sono micidiali per gli africani, che perdono ogni speranza di una vita migliore nei loro Paesi”, ha proseguito Assoumani, riprendendo argomenti affrontati dal premier Giorgia Meloni nella sua relazione introduttiva. “Mi auguro che il vertice sia occasione per incoraggiare l’Italia ed altri partner a contribuire sempre di più agli sforzi nella costruzione di iniziative volte a potenziare la sicurezza alimentare, garantire la trasformazione dei sistemi di produzione agricola in Africa”, dove, ha sottolineato, “il partenariato con l’Italia è altamente apprezzato”.

Il presidente della Commissione dell’Ua: “L’Africa non vuole tendere la mano, vuole un nuovo modello di partenariato”

“Desidero insistere qui sulla necessità di passare dalle parole ai fatti: capirete bene che non ci possiamo più accontentare di semplici promesse che spesso non sono mantenute”, ha detto poi nel suo intervento il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki, dopo aver sottolineato come l’Italia abbia “mostrato costante interesse per una cooperazione equa e produttiva con l’Africa”. “Le vostre prese di posizione nei forum internazionali a favore di un cambio di paradigma in materia di partnership con l’Africa godono di un’ottima accoglienza a livello del continente”, ha assicurato, parlando poi di “un imperativo: quello di una strategia innovativa”. Anche Faki, poi, ha chiarito di guardare con grande speranza alla presidenza italiana del G7: “Mi auguro possa amplificare, ampliare questo approccio alla partnership con l’Africa”. “L’Italia è il principale punto di arrivo dei flussi migratori provenienti dall’Africa”, ha continuato. “Quindi con l’Africa l’Italia condivide una preoccupazione costante, quella di trovare una soluzione sostenibile a questo fenomeno che è diventato tragico e ricorrente. Bisogna avere un nuovo approccio alla gestione dei flussi migratori, perché non esiste una strategia unica. L’unica è quella di trasformare in uno spazio di prosperità e di realizzazione le aree di povertà: l’uguaglianza nella prosperità”.

L’auspicio che l’Italia “sia sempre più coinvolta”

“L’Africa – ha concluso il presidente del Ciad – non vuole tendere la mano, non siamo mendicanti. Noi peroriamo un cambiamento di paradigma per un nuovo modello di partenariato che possa aprire la strada ad un mondo più giusto e quindi più coerente se vogliamo costruire la pace e la prosperità attraverso l’amicizia e non attraverso barriere di sicurezza che sono di ostilità. La responsabilità è collettiva, auspichiamo che l’Italia sia sempre più coinvolta in questa ottica, speriamo che la nostra partnership apra un’era nuova”.

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