Fidanza pronto a querelare “Report”: mi tirano in ballo sulla mafia, diffamazioni e killeraggio politico”

15 Gen 2024 15:10 - di Sara De Vico

Un altro ‘scivolone’ di Report, programma condotto da Sigfrido Ranucci su Rai3, nel suo servizio andato in onda ieri sera sui rapporti tra cupola milanese, politica e affari. Vittima di un “taglia e cuci” di un’intervista realizzata nel corso della manifestazione Atreju, questa volta è Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento Europeo. Che si dice pronto, se necessario, a querelare la trasmissione.

Fidanza: Report inventa miei rapporti con la mafia

“Ieri sera Report mi ha tirato in mezzo ad una storia di ‘infiltrazioni mafiose’ (sic!), per via di alcuni contatti meramente politici con un soggetto che allora non era nemmeno indagato (Gioacchino Amico, ndr). E per il quale – scrive Fidanza sui social – il gip di Milano ha recentemente disposto la misura cautelare per alcuni reati, non di stampo mafioso, compiuti in epoca successiva)”. Ecco il punto. “In una lunga intervista rilasciata a Report nel villaggio di Atreju avevo spiegato con estrema serenità che si trattò di contatti esclusivamente politici. Avvenuti 5 anni fa e interrotti pochi mesi dopo. Spiegavo che il soggetto in questione non mi prospettò mai affari poco trasparenti. Né ovviamente ottenne da me vantaggi di alcun tipo. E che non potevo essere a conoscenza di sue eventuali attività illecite (né passate né tantomeno future)”.

Sette minuti di intervista riassunti in pochi secondi

Sette minuti di colloquio che sono stati condensati in pochi secondi. “In compenso, per decine di minuti si è raccontato un film per indurre i telespettatori a credere che tale soggetto avesse trovato in me uno dei propri ‘referenti politici’. Questa vicinanza, nel mio caso, si sarebbe sostanziata nella mia partecipazione a un convegno pubblico di un movimento politico nel quale il soggetto in questione militava. E  in qualche invito a eventi della mia campagna elettorale (tipiche metodologie mafiose, no?). Di reati compiuti grazie ai presunti ‘referenti politici’ ovviamente nemmeno l’ombra. Insomma, un’infiltrazione ‘mafiosa’ (su questo termine è in corso persino un duro scontro tra Procura e gip) che o non c’è stata o è miseramente fallita”.

“Una ricostruzione diffamatoria, sono pronto a querelare”

Fidanza non esita a definire il servizio “una ricostruzione diffamatoria”. Che affiderà ai suoi legali per le valutazioni del caso. “Un’operazione di killeraggio politico  che non ha risparmiato il nostro partito, accusato nel suo complesso di favorire le infiltrazioni. E persino Giorgia Meloni, ancora una volta associata in modo vile alle vicende di un padre con cui da anni, come tutti sanno, aveva interrotto i rapporti”.

Pessima pagina di cattiva informazione del servizio pubblico

“Questa ennesima pessima pagina di cattiva informazione, ospitata purtroppo dal servizio pubblico, mi rafforza – conclude l’europarlamentare –  nella convinzione che si debba approvare subito una riforma della giustizia che tuteli il cittadino da questo vergognoso tritacarne mediatico. La migliore risposta a questi schizzi di fango sarà una valanga di voti per Fratelli d’Italia alle europee del prossimo 9 giugno. Tutti sanno che la mafia mi ha sempre fatto schifo. Ho iniziato la mia militanza politica per reazione alla strage di Via D’Amelio. Quel giuramento, sia chiaro a tutti, non lo tradiremo mai”.

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