Europee, Bonaccini ci va giù duro: “Candidare la Schlein in tutti i collegi penalizzerebbe le donne”

22 Gen 2024 10:35 - di Chiara Volpi
Bonaccini Schlein

Stefano Bonaccini in pressing, torna a “suggerire” a Elly Schlein di evitare di candidarsi in più circoscrizioni alle elezioni Europee. Dopo gli “appelli” dei giorni scorsi c’è fermento nel Pd alla ricerca di un quadra sulle “nomination” per il Parlamento di Strasburgo: una sorta di Grande Fratello che nel sudoku di proposte e scelte agita il Nazareno, con il governatore dem che tenta di dettare linee  strategie. Stavolta il presidente del partito e della Regione Emilia Romagna torna sulla vexata queastio e, ammantandola la querelle col panniccello caldo della discussione democratica e della scelta ecumenica – «in ogni caso, come sempre, discuteremo e decideremo assieme» tiene a precisare –, torna a a parlare di porte girevoli e spiragli aperti dalle colonne de La Stampa dove, sulla possibile candidatura della Schlein alle Europee, dichiara di non aver cambiato idea.

Europee, Bonaccini in pressing per un passo indietro della Schlein

«La segretaria ha tutto il diritto di scegliere se candidarsi o no, ci mancherebbe altro. Sono d’accordo con Prodi e ho detto ciò che penso: siamo un partito democratico e plurale, a cui non manca una diffusa e preparata classe dirigente nei territori. Inoltre, con Schlein capolista, temo sarebbero penalizzate le donne». Una doppia bordata, quella inferta, per quanto in punta di fioretto, che arriva dritta al cuore della vexata quaestio che sta alimentando un dibattito in terno al Pd che tra slanci in avanti e pit stop, agita le prove tecniche sul voto di Strasburgo e torna a mettere in discussione proposte e strategie.

«Candidare la segretaria in tutti i collegi può essere un danno»

Al Nazareno, infatti, oltre alla linea Bonaccini c’è anche quella di chi cerca di farsi strada mettendo in guardia la segretaria dal candidarsi solo in una o due circoscrizioni: apparirebbe come un mezzo passo indietro rispetto alla sfida lanciata a Meloni, è il ragionamento che viene fatto. C’è poi da considerare la questione femminile interna al Pd. Molte sono le esponenti donne che puntano a una candidatura. Alcune delle quali sono deputate europee uscenti. «Pina Picierno, Irene Tinagli ed Elisabetta Gualmini – ricordava nei giorni scorsi l’Agi – sono tra queste. E tutte e tre provenienti dalla ex mozione Bonaccini».

Bonaccini sulla Schlein: l’overbooking «finirebbe col penalizzare le donne»

Una candidatura della Schlein in tutte le circoscrizioni porterebbe voti al partito, ma ne toglierebbe a loro, relegandole al terzo posto in lista. Magari dietro a un candidato uomo “di peso”. Già perché tra le fila maschili dei candidati dem la corsa è già partita e vede in pole position, tra gli altri, anche sindaci come Dario Nardella e Matteo Ricci: primi cittadini che hanno raggiunto il numero massimo di mandati in cerca di una nuova candidatura da sostenere. E ai blocchi di partenza la situazione si fa sempre più affollata. Del resto, come ha tenuto a ribadire anche oggi su La Stampa Bonaccini: «Siamo un partito democratico e plurale, a cui non manca una diffusa e preparata classe dirigente nei territori». Basta fare un po’ di spazio…

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